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La distruzione del patrimonio culturale - domanda 4

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4 - A questo proposito abbiamo una domanda, gliela pone Carla Ortolani, che le chiede: "I talebani hanno puntato le proprie armi contro le statue del Buddha, la comunità internazionale ha protestato, le nazioni di religione buddista si sono offerte di accoglierle, ma in pratica abbiamo assistito all'evento da spettatori inermi. Se il patrimonio storico artistico appartiene all'umanità tutta, è legittimo l'intervento delle nazioni straniere o è sovrano il principio dell'autodeterminazione nazionale?".

"È giusta la domanda. A primo acchito io risponderei sì. Però nel caso in specie cosa si poteva fare? Queste statue che a mio avviso non erano delle grandi opere d'arte, erano opere impressionanti per le dimensioni e per la collocazione. Quindi loro hanno voluto distruggere quello che più colpiva la fantasia della gente, dei visitatori o di chi le conosceva. Quindi direi anche un'offesa alla cultura non islamica, ma come si faceva a toglierle, a portarle altrove? L'hanno fatto in Egitto, ad Abu Simbel, hanno preso quei colossi e li hanno spostati; ma lì era un po' diverso, perché quelli erano su una roccia, non so come sia la qualità di questa roccia, ma mi pare difficile che si potessero spostare. E poi in parte il viso mancava, insomma non erano ben conservate. La cosa ha fatto scalpore, giustamente. Però direi proprio come indizio di uno spirito elementare, quindi di una cultura elementare, di una cultura non raffinata e di fanatismo cieco. Si poteva in questo caso intervenire? Quante volte non si è intervenuti per cose molto più gravi. Se lei vede i testi storici, gli annali, per esempio, dei re assiri, anche degli egiziani, quello che avveniva, le invasioni mongole, la città di Bamiyan, credo nel XIII secolo è stata rasa al suolo da Gengis Khan, imperatore mongolo: questi distruggevano come niente città intere, uccidevano tutti i cittadini, intere popolazioni. E poi abbiamo avuto cose che fanno impallidire quelle distruzioni, nel nostro tempo. Parliamoci chiaro: quello che ha fatto il nazismo in Germania, in Europa, eppure si è intervenuti quando ci sono state altre ragioni per far guerra, non si è intervenuti per fermare quegli orrori".