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La clonazione

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Clonare cellule o persone?
Edoardo Boncinelli risponde alle migliori domande inviate dagli utenti del sito.
Approfondimenti sul tema
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1
Maurizio Soldini chiede: "Professor Boncinelli, non Le sembra che quanto argomentato da Hans Jonas, in conformità al suo "Principio responsabilità", a proposito della clonazione: "Nel metodo la più dispotica, nel fine, allo stesso tempo, la più schiavistica forma di manipolazione genetica", sia più che sufficiente, al di là di ogni prospettiva biologistico- naturalistica o altro, ma pur sempre ideologica - nel ribadire la sua illiceità?".
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2
La domanda di Guido Perazzi è: "Una democrazia pluralista non deve essere capace di istituire un dialogo tra posizioni opposte nel rispetto reciproco e nella ricerca comune di una decisione saggia, anche in una materia così complessa come la bioetica?".

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3
Alessandra Marini
rileva il fatto che "Secondo molti scienziati la scienza non deve farsi carico di questioni etiche. La ricerca non può essere frenata da riflessioni che esulano dal campo strettamente scientifico". La sua domanda è quindi: "Ma in una società come la nostra, globalizzata e informatizzata, dove uno dei valori più alti è la comunicazione e la circolazione delle esperienze e dello stesso pensiero, è possibile uno scenario simile? È possibile che la scienza non dialoghi con l'etica, con il pensiero comune?".

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4
Mauro Zanzi
pone la seguente domanda: "Professor Boncinelli, non sembra più "confessionale" di quello cattolico l'approccio di chi inventa concetti senza fondamenti scientifici, come il "pre-embrione", pur di evitare interrogativi etici, che non si capisce perché dovrebbero porsi solo i cattolici? La vita umana non è un valore universale, e quindi laico?". 
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5
Un'altra domanda, di Claudio Stoppa: "Professor Boncinelli, come giudica il fatto che a opporsi al pensiero scientifico sia solo il pensiero cattolico? Che quindi il dialogo, anche se difficile e drammatico, tanto da essere spesso uno scontro, sia solo tra queste due culture? Non pensa che rispetto alla scienza, alle sue sperimentazioni e a quelle che vengono considerate spregiudicatezze, si registri una latitanza del pensiero laico?".
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6
Loretta Montemaggi
Le chiede: "Può la scienza definire persona un embrione od un feto? E, eventualmente, da quale periodo possiamo definire tale un feto? La clonazione di esseri umani quali conseguenze negative può aprire all'umanità?".
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7
Chiede Giuseppe Pini: "Ci può spiegare in cosa consiste esattamente la cosiddetta via italiana la clonazione definita TNSA, ossia Trasferimento Nucelare in cellule Staminali Autologhe? E' una clonazione a tutti gli effetti oppure pone un compromesso, una limitazione alle potenzialità dell'ingegneria genetica?". 
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8
Giorgio Salimbene
pone questa domanda: "Professor Boncinelli, cosa pensa della possibilità che il ricorso alla clonazione venga sostituito da un processo in grado di far regredire, a livello staminale o "totipotenziale", le cellule di un individuo adulto malato, così che sia l'organismo in un certo senso a curare se stesso?".
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9
La domanda di Paola Altavilla è la seguente: "Come incide nella prospettiva della clonazione il recente, grande risultato scientifico della mappatura o sequenziamento del genoma umano? La rende più semplice oppure propone un metodo alternativo, in particolare per l'urgente cura delle malattie genetiche?".

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10
Anna Maria Zollo Le chiede: "I ricercatori nell'entusiasmo della ricerca e della scoperta si soffermano a considerare il fatto che sempre di più le conseguenze delle scelte attuali ricadranno sulle generazioni future, che nulla hanno a che fare con noi? O la ricerca è comunque un torrente in piena, incontrollabile, e perciò deve procedere solo secondo le sue attuali strade?".
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11
Antonio Prisco sottolinea che "Finora si è lavorato, per quanto riguarda gli esseri umani, solo ad una clonazione che possiamo definire "parziale": al di là della spinosa questione di cosa clonare o da dove clonare, l'obiettivo è sempre principalmente la cura di gravi malattie. Nell'idea stessa della clonazione, intesa come produzione di individui identici, quindi "totale", sembrano però convergere prospettive o intenzioni spesso inquietanti, tra cui la perfettibilità della razza umana o la riproducibilità ad libitum di un particolare individuo nel corso del tempo". Professor Boncinelli, la domanda allora è: "Lei pensa che tutto ciò appartenga solo ad uno scenario fantascientifico o che possa in qualche modo incidere sul progresso dell'ingegneria genetica?".
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12
Un'ultima domanda. Stefano Monciotti Le chiede: "Professor Boncinelli, cosa effettivamente porterà alla società, agli individui, l'utilizzazione dell'informazione ricavata dal completamento del Progetto Genoma?".
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Approfondimenti

Dall'archivio dell'EMSF

Edoardo Boncinelli
L'ingegneria genetica
Stefano Rodotà
L'identità genetica e la tutela dell'individuo
Link sull'argomento:

http://www.
biotecnologie.net/

http://www.nature.
com

http://www.
sciencemag.org/

Vi  ringraziamo per aver inviato le vostre domande.

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