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Il corpo - domanda 4

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4) Rai Educational: "Se questa distinzione tradizionale tra mente e corpo, che ha così caratterizzato tutto il pensiero occidentale almeno fino al secolo passato, sia pure con le dovute eccezioni, è stata scardinata dalla fenomenologia, non assistiamo oggi a qualcosa di diverso, cioè a una mentalizzazione del corpo? Possiamo tentare di commentare questo fenomeno?
"L'idea di fondo è che, in qualche modo, il cervello sia un'organizzazione, una macchina, un dispositivo il quale tratta tutte le informazioni. Evidentemente i sensi, che sono diversi, offrono al cervello degli impulsi che il cervello traduce nelle sue forme e che, in qualche misura, ritraduce nella sensorialità. Quindi è evidente che si è dato alla mente un ruolo decisivo da questo punto di vista. Resta il problema della differenza degli impulsi esterni, perché evidentemente il tatto non offre al cervello gli stessi impulsi che offrono gli altri sensi. Resta inoltre da riflettere su cosa accade quando una parte di questi sensi venga neutralizzata: la cecità, la sordità, le forme di paralisi oggi offrono delle riflessioni straordinarie che diventa possibile trattare ripensando a quali sono le parti del cervello che localizzano questo tipo di sensibilità. Risulta molto difficile dare una risposta generale, anche perché le conoscenze che abbiamo sono indubbiamente molto sviluppate, tuttavia trattiamo delle simulazioni cerebrali molto semplificate, riferibili per esempio soltanto alla corteccia, o soltanto attraverso segnali neuronali che sparano dicendo si o no; le simulazioni di circuiti cerebrali a cui corrispondono gli impulsi corporali sono, per quanto riguarda la conoscenza, evidentemente una semplificazione radicale. Resta il fatto che per la prima volta possiamo dire che tutti i sensi pensano in qualche modo: e questo è una via, a mio avviso, per cui la mentalizzazione ha in realtà recuperato il problema dell'estesia".



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