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8) Anche
la domanda di Debora Gianvito riguarda il tema
dell'arte, in particolare del cinema. La Gianvito
chiede un commento su questa capacità di
anticipazione del cinema, questa volta espresso
dall'ultimo film di Spielberg, AI, che tratta
dell'artificialità dell'individuo.
"Io volevo ricordare che il grande precedente
di AI è Pinocchio. È stato detto
in maniera esplicita. L'autore che ha scritto
il testo per Spielberg - che voleva realizzare
questo film, Intelligenza artificiale, sul testo
di Aldis -, prima era in contatto con il grande
autore di Arancia meccanica il quale continuamente
gli regalava copie di Pinocchio: voleva che pensasse
alla Fatina con i capelli turchini. Brian Aldis,
l'autore di fantascienza, ha sempre resistito.
Gli sembrava in qualche modo una riduzione. Si
è accorto progressivamente che Kubrik aveva
ragione, cioè che Pinocchio è proprio
il grande problema dell'animazione della materia,
è il grande problema a cui non ha dato
risposta fino ad oggi la scienza: non abbiamo,
ancora ad oggi, nessuna molecola capace di replicarsi,
cioè creare la vita. La cosa fondamentale
che tocca Pinocchio non è il fatto che
i bambini sono più o meno bugiardi - queste
sono cose interessanti: Pinocchio racconta moltissime
bugie a buon fine -: credo che dentro la storia
di Pinocchio, ciò che che costituisce sempre
lo stupore, anche nei film, nelle grandi varianti
di Pinocchio compresa questa di AI, sia che a
un certo punto la materia si anima; questa animazione
della materia, cioè l'apparizione della
vita, comporta questo elemento straordinario,
a mio avviso il sublime della nostra epoca. E
la storia curiosa della fantascienza è,
in qualche modo - penso a Blade Runner in questo
momento - domandarsi quale siano il sentimento
e il pensiero della vita che si anima, se è
possibile che sia in qualche modo come la nostra
o che sia diverso dalla nostra. Cosa che non è
impossibile e che va esplorata: è il fascino
della frontiera contemporanea, però è
radicata dentro Pinocchio".
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