|
Torna all'elenco delle domande
9) Rai
Reducational: "Tornando a Blade Runner, il
fatto che il replicante fosse fatto di una materia
diversa dalla nostra lasciava dubbi sulla sua
capacità di sentimenti, di emozioni. Dunque
la materia informa, decide l'emozione?"
"Sì, ma con l'idea che, in qualche
modo, ci sia una qualità di emergenza e
che questa emergenza comporti, nel caso del romanzo
di Dick, l'apparizione di sentimenti simili ai
nostri o addirittura inauditi. Questo è
un problema che affascina il futuro. Quando Clinton
ha richiesto, un paio di anni fa ha chiesto a
Bill Joy, che non è uno scienziato vero
e proprio ma uno scienziato che lavora nelle nuove
tecnologie, di fare delle prospezioni per il futuro
sul nostro corpo, Joy ha nello stesso tempo utilizzato
da una parte le conoscenze scientifiche, ma dall'altra
parte le conoscenze per quanto riguarda la possibilità
del corpo. Da una parte si preoccupava molto seriamente
della possibilità di un incidente di replicazione:
cosa succederebbe, per esempio, se un'alga molto
banale, improvvisamente, grazie a un esperimento
di laboratorio, comincia a replicarsi e non abbiamo
più modo di fermarla: annegherebbe il pianeta?
Questa è una domanda seria, una specie
di incidente nucleare generalizzato a livello
biologico. Oppure, dall'altra parte, Joy si chiedeva
quali saranno i corpi che avremo. Ricordo che
Joy poneva la questione con gli specialisti di
nuove tecnologie, di creazione di robot, sulla
possibilità di una sostituzione integrale
del corpo umano. Attualmente noi sappiamo che
è possibile trapiantare non solo organi
da uomo a uomo, o la pelle, ma è possibile
addirittura trapiantare organi dagli animali all'uomo:
il cuore del maiale per esempio. Ma cosa succederà
se, gradualmente, tutte le parti potranno essere
sostituite? E l'utilizzazione della fantascienza
ha costituito, nella prospezione del futuro, un
ruolo altrettanto importante quanto le scienze
contemporanee. Prendiamo un uomo come Maddox,
il direttore di Nature, che ha scritto, un paio
di anni fa in occasione del 2000, un libro fondamentale
dal titolo Cosa ci resta da scoprire. Per quanto
riguarda il corpo Maddox sostiene che abbiamo
fatto scoperte straordinarie, però non
sappiamo, a questo punto, che ruolo abbia la nostra
educazione rispetto alle nostre caratteristiche
naturali. Una volta, cioè, davamo tutto
alla società e all'educazione; oggi abbiamo
la tendenza a naturalizzare tutto, ma non è
così semplice ed è probabile che
le risposte future non saranno alle domande che
siamo in grado di porre adesso".
|