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La domanda
di Saverio Gioia entra nel merito della questione
e le chiede: "le nuove sfide della globalizzazione
non pensa impongano all'Europa la necessità
di ripensare a fondo, e forse rinnovare, il lessico
politico della tradizione occidentale?"
"Intanto le nuove sfide della globalizzazione
hanno obbligato ad accelerare il processo di integrazione
europea, io credo che il processo di integrazione
europea sia anzitutto una risposta che l'Europa
sta dando, soprattutto dopo il 1989, alla sfida
del mondo globale. La sfida del mondo globale
pone alla democrazia problemi completamente nuovi
e quindi anche problemi di ripensamento delle
categorie attraverso le quali la democrazia ha
funzionato negli ultimi due secoli in Europa.
Questo per una ragione molto semplice, e nello
stesso tempo molto complessa se dovesse essere
argomentata a fondo, e cioè per il fatto
che la democrazia moderna europea si è
organizzata in relazione agli Stati nazionali
che sono stati, si potrebbe dire, i contenitori
della democrazia europea. Oggi invece la democrazia
va pensata al di là degli Stati nazionali
in presenza però dei medesimi, quindi con
una continua contraddittorietà. E' il problema
della formazione dell'Europa per cui la domanda
è molto giusta, è molto fondata,
direi che non solamente il lessico va ripensato,
ma proprio tutto il sistema della democrazia,
il passaggio dalle democrazie nazionali a una
democrazia europea".
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