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L'eutanasia - domanda 1

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Cominciamo a parlare dell'eutanasia, professor Viano, con la domanda che rivolge Stefano Iannone, il quale chiede: "Se nelle grandi religioni la morte è comunque concepita come una liberazione dal mondo terreno o come un passaggio a miglior vita, perché porre ostacoli all'eutanasia, ossia alla possibilità di un intervento umano che di fatto coinvolge soltanto il corpo?"

"Forse non è esatto dire che in tutte le grandi religioni - lasciamo stare cosa vuol dire "grandi religioni" - ci sia questa concezione della morte. Per esempio, anche soltanto per restare alle religioni che sono familiari con la nostra cultura, è un'idea della morte che non si trova nella religione ebraica. Certamente capisco il senso della domanda perché questa concezione della morte è tipica del cristianesimo, ma perché il cristianesimo è una delle religioni che cercano di liberare dalla morte, soprattutto di garantire la sopravvivenza dopo la morte, come molte delle religioni che si sono diffuse nell'area mediterranea fin dall'antichità. E questo tema, questa interpretazione della morte sono entrati nel cristianesimo attraverso l'eredità platonica. È stato Platone che ha pensato, ha presentato la morte in questi termini. Ma Platone è anche forse il primo che ha elaborato una teoria per sostenere che non ci si può liberare dal corpo, perché stare nel corpo è in qualche modo un dovere. Lui lo paragonava al soldato che fa la guardia, che non deve abbandonare il proprio posto di combattimento o di sentinella. Perché? Ma perché la vita è un'espiazione. La sofferenza serve per purgarci dalle nostre colpe e presentarci al giudizio. Per questo, in quel tipo di religione, non ci si può liberare dalla comunanza con il corpo".