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La domanda
di Guido Perazzi è: "Una democrazia
pluralista non deve essere capace di istituire
un dialogo tra posizioni opposte nel rispetto
reciproco e nella ricerca comune di una decisione
saggia, anche in una materia così complessa
come la bioetica?".
"Certamente. Una nazione mostra il proprio
grado di civiltà nella misura in cui sa
discutere di tutti gli argomenti e possibilmente
arrivare ad una posizione, se non monolitica,
ma insomma a una serie di posizioni articolate.
Per esempio, il Comitato Bioetico Danese, invece
di legiferare, invece di proporre delle norme,
ha il ruolo di far discutere i cittadini danesi,
di stimolare i cittadini danesi a discutere su
argomenti di bioetica. Si può certamente
arrivare a un accordo di massima. Purtroppo, se
consideriamo quello che è successo in passato,
in Italia c'è stata tanta discussione,
anche all'interno del Comitato Nazionale di Bioetica,
ma non si è mai arrivati ad un'articolazione
di un documento o di una proposta. Quindi la domanda
è: è possibile? Sì. È
auspicabile? Sì. Mi auguro che anche il
nostro Paese entri in una logica in cui discutiamo
fin quanto vogliamo, però a un certo punto
arriviamo a una decisione".
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