|
Torna all'elenco delle domande
2) Rai
Educatoional: "Questo scontro tra Stato nazionale
e istituzioni sovranazionali sembra emergere molto
chiaramente nell'ultima vicenda Milosevic, vale
a dire l'arresto che è stato fatto a Belgrado
dell'ex presidente, la richiesta che viene dall'Aia
di giudicare Milosevic per reati contro l'umanità
e la resistenza da parte delle attuali autorità
serbe a consegnare Milosevic all'Aia, a un tribunale
cioè internazionale, volendolo invece giudicare
all'interno dei propri confini. Che cosa le fa
pensare, che cosa le suggerisce questa situazione?".
"La ex
Jugoslavia non fa parte del processo di unità
europea - quindi è già un problema
che si pone in maniera un po' diversa rispetto
a quello principale della nostra conversazione
- ma mi suggerisce una considerazione di questo
tipo: non esistono scorciatoie per quanto riguarda
la possibilità di immaginare che gli interessi
nazionali si aboliscano in funzione della trionfale
affermazione ed espansione di istituzioni sovranazionali,
di ordinamenti giuridici sovranazionali. Questo
è un mito, è un mito che bisogna
escludere, toglierselo dalla testa perché
altrimenti il processo non cammina. Perfino all'interno
dell'Unione Europea io credo che avremo modo di
toccare questo tema: la questione degli ordinamenti
giuridici e del rapporto tra ordinamenti giuridici
nazionali e sovranazionali è estremamente
problematico, immaginiamoci al di fuori. È
evidente che in questo caso gioca strettamente
una questione di equilibri politici interni alla
Serbia, credo che però vada anche apprezzato
il fatto che il problema sia stato posto sul tappeto.
Perché il fatto stesso che il problema
sia stato posto sul tappeto, che ci sia stata
una risposta certamente limitata e negativa ma
che comunque la questione sia stata aperta, è
un fatto importante perché i processi di
sovranazionalità, soprattutto degli ordinamenti
giuridici, sono destinati ad avere un cammino
molto accidentato".
|