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Il senso del male - domanda 2

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A proposito di questo episodio a cui lei anche fa riferimento, il massacro - perché purtroppo pare bisogna chiamarlo - di Novi Ligure si è parlato addirittura di male assoluto. Il male assoluto è quindi qualcosa di cui non riusciamo a recuperare, a decifrare un senso? L'assolutezza verrebbe da questa mancanza di senso?


"Io più che di male assoluto parlerei di paradosso del male. Il male è sempre relativo ed è sempre assoluto. E' sempre relativo perché il male è fatto da una persona che non se ne rende conto. Il male è fatto da una persona che è portata a farlo a seguito di tutta una serie di condizionamenti, ci sono le circostanze, e quindi il male è relativo: è sempre e soltanto male di una persona. Eppure è anche assoluto, assoluto nel senso che c'è un residuo nel male, nel male che è proprio dei grandi fenomeni che lo esprimono come la guerra ma anche il male che ciascuno di noi fa. Dicevo che c'è un residuo, qualche cosa che resiste alla riconciliazione. Il male una volta fatto è fatto per sempre. Del male non si può venirne fuori semplicemente dimenticandolo o cancellandolo perché appunto questa sua resistenza impedisce che sia possibile lavarsene le mani dimenticandolo o cancellandolo. La logica del male è paradossale. Qualche cosa che si è abbattuto su di noi. Ci capita di farlo senza sapere quello che facciamo. E tuttavia è cosa nostra, è cosa che facciamo noi, che in modo più o meno oscuro noi vogliamo e questo vale in modo particolare per l'episodio di cui stiamo parlando. C'è una sorta di eccesso del male come se il male venisse dall'alto, da una lontananza, da una profondità e questo male tuttavia per quanto trascendente è cosa loro, lo hanno voluto loro. Gli inquirenti non sanno se ci sia stato un movente, pare che sia stato progettato questo fatto - un progetto senza un movente è qualcosa di difficilmente pensabile - però l'essenziale sta altrove: sta nel fatto che qualche cosa di infinitamente più grande della povera vita di questi due ragazzi è stato accolto da loro e loro sono ora costretti a riconoscerlo come cosa loro".

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