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Il senso dello Stato - domanda 2

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Vorrei ricollegarmi a quello che lei ha detto proprio all'inizio, chiarirlo meglio. Mi sembra che lei abbia sottolineato questa sorta di opposizione tra un'idea dello Stato che è di ordine necessariamente politico - io aggiungerei anche laico - e invece la prevalenza nel nostro Paese di una cultura religiosa che non si è amalgamata con questa idea. Può chiarire meglio questo punto?
"Io credo che per chiarirlo meglio dobbiamo un po' risalire al processo risorgimentale. Il nostro Paese aveva necessità di saldare una mentalità corrente che è permeata nel bene e nel male di religiosità cattolica con la mentalità civica, cioè con il legame con le istituzioni, rapporto tra i cittadini e lo Stato. Noi invece non abbiamo vissuto questo amalgama perché da una parte la chiesa non ha incoraggiato il processo risorgimentale, dall'altra parte il Risorgimento è sorto in una dimensione laica e massonica che era incompatibile obiettivamente con lo spirito religioso e cattolico del nostro Paese. Il risultato è stato che la religione è diventata un fattore frenante rispetto alla adesione leale nei confronti delle istituzioni. Si è istituito nel nostro Paese una specie di criterio della doppia verità: da una parte bisogna essere fedeli alla chiesa, dall'altra parte magari contraddicendo i primi principi essere fedeli allo Stato. Questo ha indotto innanzitutto un rapporto di slealtà nei confronti delle istituzioni e alle volte di ipocrisia nei confronti della stessa religione cattolica e ha prodotto uno sdoppiamento. Paradossalmente cinquant'anni di egemonia di un partito democristiano nel nostro Paese non hanno favorito il ricongiungimento di queste due dimensioni ma hanno al contrario alimentato questa doppiezza, cioè da una parte noi dobbiamo coltivare l'anima e dall'altra parte dobbiamo pensare i rapporti con lo stato. Questo ha anche impoverito la funzione pubblica della sua dimensione etica perché si riteneva che bastasse la morale cristiana da una parte e dall'altra la politica separata completamente dalla morale. Risultato: l'etica non c'era. Anche perché, diciamo subito, da noi quando si parlava di etica in relazione al mondo pubblico veniva subito l'immagine di Stato etico e quindi questo ci richiamava a esperienze hegeliane autoritarie e quindi questo ci allontanava. È stato un limite forte, che noi scontiamo tuttora, e che tuttora vediamo come un segno di debolezza della nostra coscienza civile".

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