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La clonazione - domanda 3

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Alessandra Marini rileva il fatto che "Secondo molti scienziati la scienza non deve farsi carico di questioni etiche. La ricerca non può essere frenata da riflessioni che esulano dal campo strettamente scientifico". La sua domanda è quindi: "Ma in una società come la nostra, globalizzata e informatizzata, dove uno dei valori più alti è la comunicazione e la circolazione delle esperienze e dello stesso pensiero, è possibile uno scenario simile? È possibile che la scienza non dialoghi con l'etica, con il pensiero comune?".

"Direi che questi anni dimostrano più di qualsiasi altro discorso, che non solo dialoga, ma dialoga molto. Bisogna intendersi su che cosa è scienza. La scienza è fatta di un piccolo gruppo di ricercatori, che fungono da pionieri, trovano delle cose nuove e magari inaspettate. Poi c'è un gruppo più vasto di ricercatori, i quali cercano i collegamenti fra le scoperte teoriche e le possibili applicazioni pratiche. Poi c'è un campo, enormemente più vasto, che è quello delle applicazioni sanitarie o biotecnologiche di queste cose. Quindi gli scienziati sono pochi e sono pagati, per modo di dire; in realtà sono investiti, anche dalla società, del compito di fare bene il loro mestiere. C'è necessità di parlare con il resto della società, soprattutto oggi che le scoperte, almeno in campo biomedico, sono in una fase esplosiva e diventano sempre più importanti per la vita di tutti i giorni. Quindi il dialogo ci deve essere e bisogna che una società civile, non solo finanzi la ricerca - cosa che in Italia si fa a livelli bassissimi - ma finanzi anche eventualmente un settore della ricerca che si occupi, non dico della divulgazione, dico della comunicazione. Questo è un punto importantissimo, al quale non ci dobbiamo sottrarre. Io, in particolare, in tempi recenti mi dedico quasi esclusivamente a questo aspetto, non so nemmeno se faccio bene. Però non ci scordiamo che il punto fondamentale è sempre la scuola. I cittadini, che escono, a diciotto, diciannove anni dalla scuola superiore, dovrebbero avere un certo tipo di formazione, un certo tipo di mentalità. Quindi dialogo, compenetrazione degli argomenti, diffusione delle informazioni, ma sempre rispettando i ruoli, altrimenti il portiere va all'attacco e il centro-attacco va in porta".