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Il senso dello Stato - domanda 3

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Un altro elemento forse che ha giocato a sfavore di questo rapporto di lealtà con le istituzioni è la prevalenza di una cultura familistica, quello che poi gli storici chiamano il fenomeno del "familismo amorale" italiano, una realtà che è parallela in qualche modo alla religione, alla cultura religiosa e che si è opposta alle istituzioni, alla realizzazione di un'idea matura dello Stato. Qual è la sua opinione al riguardo?
"Io credo che esista accanto a un "familismo amorale", come lo chiama Putnam, anche un "familismo virtuoso", cioè credo che nel nostro Paese il legame familiare ha costituito sicuramente un impedimento nell'assumere una matura posizione civica di apertura alle istituzioni, però d'altra parte è stato un grande ammortizzatore di contraddizioni sociali. Se noi pensiamo come la disoccupazione, come l'intervento assistenziale nei confronti dei poveri, dei malati, dei familiari anziani o dei bambini sia stato gestito nel nostro Paese ci rendiamo conto che se non ci fosse stato questo legame familistico il nostro Paese sarebbe crollato. Quindi io, come sul senso religioso così sul senso della famiglia, ho una visione articolata e non unilaterale. Nel senso che ritengo che se è vero che queste hanno costituito delle forti limitazioni per la nostra apertura al senso pubblico d'altra parte sono state le compensazioni di uno Stato che non funzionava. E quindi la famiglia ha avuto un ruolo importantissimo nel nostro Paese, lo ha tuttora, e credo che il nostro problema, quello che non siamo riusciti ancora a risolvere, è proprio quello di riuscire a contemperare questa naturale, tradizionale e culturale vocazione italiana alla famiglia con la necessità di inserire il contesto familiare non contro lo Stato ma all'interno di un rapporto pubblico e collettivo".

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