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L'eutanasia - domanda 4

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La domanda di Gianna Micheli insiste nel voler indagare il tema dell'eutanasia da un punto di vista filosofico, ma lo fa con un taglio più laico: "Pensa che sia veramente possibile "pensare la propria morte" o piuttosto l'eutanasia è l'ultima strategia difensiva per ridurre lo spettro della morte, rendendola qualcosa che rientra nel dominio umano?"


"Molto spesso ho sentito queste argomentazioni: che noi non possiamo pensare la nostra morte, che l'eutanasia è un tentativo di ridurre in qualche modo al dominio umano qualcosa che al dominio umano sfugge e via discorrendo. Io credo che anche qui noi dobbiamo tener presente soprattutto che cosa sta cambiando. L'eutanasia è diventata un tema importante, un tema di cui la gente discute, un tema al quale si interessano persone che magari dieci, dodici anni fa non pensavano assolutamente che un giorno sarebbero stati attratti da un tema di questo genere. Il punto è che sta cambiando il nostro modo non solo di morire ma di avvicinarci alla morte. La medicina ci può già dire, e in futuro ci dirà sempre di più, quando moriremo, come moriremo. E soprattutto la medicina in un modo o nell'altro prolungherà la nostra esistenza e. può darsi. le nostre sofferenze connesse a questo prolungamento. L'eutanasia non è tanto un problema metafisico: pensare la morte in quanto tale, affrontare la morte in quanto tale. È invece un problema specifico, e cioè affrontare il problema della morte come si configura adesso, quando la medicina è cambiata, quando noi sappiamo parecchie cose in più sul futuro che ci aspetta. È questo l'aspetto importante dell'eutanasia".