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Un'altra
domanda, di Claudio Stoppa: "Professor Boncinelli,
come giudica il fatto che a opporsi al pensiero
scientifico sia solo il pensiero cattolico? Che
quindi il dialogo, anche se difficile e drammatico,
tanto da essere spesso uno scontro, sia solo tra
queste due culture? Non pensa che rispetto alla
scienza, alle sue sperimentazioni e a quelle che
vengono considerate spregiudicatezze, si registri
una latitanza del pensiero laico?".
"Qui bisogna distinguere se stiamo parlando
dell'Italia o se stiamo parlando del mondo. C'è
una bella differenza. In Italia c'è una
prevalenza del mondo cattolico, molto preparato,
molto agguerrito, che ha riflettuto, diciamo,
negli ultimi duemila anni su tante cose. Quindi
loro sono un pochettino i depositari di un certo
tipo di problematica e quindi si trovano a fronteggiare
più direttamente un pensiero diverso, ma
mai un pensiero scientifico. Il contrasto non
è mai fra la scienza e una visione etica,
ma il contrasto è sempre fra una visione
etica e un'altra visione etica. Non si può
mica dire che chi ha proposto certi termini, tipo
"pre-embrione", chi ha proposto il famoso
"documento Donaldson", non si può
mica dire che è gente amorale, che è
gente immorale, che è gente che non ha
una morale: ha una morale diversa. La discussione
è tra due morali diverse. Se poi veniamo
nello specifico italiano, devo dire purtroppo
che non c'è un pensiero laico, non c'è
mai stato, non c'è, non so se in futuro
ci sarà, perché abbiamo da una parte
un pensiero cattolico o paracattolico, dall'altra
abbiamo una posizione anticlericale. Il che, in
pratica, significa contrapporre una confessione
a un'altra confessione. In alcune cose, tra l'altro,
vanno d'accordo; in alcune cose è semplicemente
una posizione ribaltata di 180°, ma è
un apriorismo l'uno e un apriorismo l'altro. Il
vero pensiero cattolico dovrebbe essere privo
di apriorismi e quindi dovrebbe permettersi di
discutere con mente aperta tutte le varie discussioni.
Penso che in Italia ci siano esempi molto, ma
molto rari di pensiero laico".
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