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La clonazione - domanda 6

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Loretta Montemaggi Le chiede: "Può la scienza definire persona un embrione od un feto? E, eventualmente, da quale periodo possiamo definire tale un feto? La clonazione di esseri umani quali conseguenze negative può aprire all'umanità?".

"Persona" non è assolutamente un concetto scientifico, definito scientificamente, e dubito che qualcuno mi possa portare anche una definizione, non scientifica, di "persona". Quindi lo scienziato rifugge da queste cose. Mentre, per esempio, potremmo parlare di individuo sì, individuo no. Quando si dice che un embrione, anche di otto cellule, è un individuo, è un errore, perché più dei 4/5 degli embrioni fatti da otto cellule non daranno mai un individuo, semplicemente falliranno, e una buona percentuale di quelli darà due individui, se non addirittura tre. Quindi si considera, quando si dice che un embrione di otto cellule è individuo, come se ogni embrione di otto cellule andasse sempre in porto, nella maniera migliore, dando, per giunta, un individuo solo. Quindi si fa tutta una serie incredibile di semplificazioni. Premesso questo discorso sull'individuo, per considerare almeno un embrione di individualità mentale, oltre a quella fisica, ci vuole almeno un pochino di sistema nervoso. Ecco, perché, tutto sommato, anche se ha una grossa componente di arbitrarietà, l'indicazione del quattordicesimo giorno, come discriminante tra uno stato e un altro, ha un minimo di plausibilità, perché prima l'embrione non ha nemmeno una cellula nervosa e dopo l'embrione comincia a avere un sistema nervoso e poi successivamente un cervello nel quale pensa. Su questo siamo tutti d'accordo. Se "mente", significa qualcosa, lì è localizzata.
La clonazione: se per clonazione intendiamo la produzione di esseri umani completi, partendo da un certo patrimonio genetico, deciso prima - se questo si farà mai, se comporta delle produzioni di due, tre, quattro, cinque, dieci, venti individui - penso che l'impatto sia quasi nullo. Visto che il 2% della popolazione è data da gemelli, non vedo come questo possa cambiare le cose. Certo, se si facessero mille individui uguali ad un determinato modello o peggio che mai un milione, il discorso cambierebbe; però pensate che per fare mille individui clonati ci vorrebbero dieci volte e forse cinquanta volte tante donne che mettono a disposizione il loro utero. Quindi, al di là di tutti i problemi tecnici e morali, ci sono anche i problemi di fattibilità assolutamente, per il momento, ridicoli".