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Loretta
Montemaggi Le chiede: "Può la scienza
definire persona un embrione od un feto? E, eventualmente,
da quale periodo possiamo definire tale un feto?
La clonazione di esseri umani quali conseguenze
negative può aprire all'umanità?".
"Persona" non è assolutamente
un concetto scientifico, definito scientificamente,
e dubito che qualcuno mi possa portare anche una
definizione, non scientifica, di "persona".
Quindi lo scienziato rifugge da queste cose. Mentre,
per esempio, potremmo parlare di individuo sì,
individuo no. Quando si dice che un embrione,
anche di otto cellule, è un individuo,
è un errore, perché più dei
4/5 degli embrioni fatti da otto cellule non daranno
mai un individuo, semplicemente falliranno, e
una buona percentuale di quelli darà due
individui, se non addirittura tre. Quindi si considera,
quando si dice che un embrione di otto cellule
è individuo, come se ogni embrione di otto
cellule andasse sempre in porto, nella maniera
migliore, dando, per giunta, un individuo solo.
Quindi si fa tutta una serie incredibile di semplificazioni.
Premesso questo discorso sull'individuo, per considerare
almeno un embrione di individualità mentale,
oltre a quella fisica, ci vuole almeno un pochino
di sistema nervoso. Ecco, perché, tutto
sommato, anche se ha una grossa componente di
arbitrarietà, l'indicazione del quattordicesimo
giorno, come discriminante tra uno stato e un
altro, ha un minimo di plausibilità, perché
prima l'embrione non ha nemmeno una cellula nervosa
e dopo l'embrione comincia a avere un sistema
nervoso e poi successivamente un cervello nel
quale pensa. Su questo siamo tutti d'accordo.
Se "mente", significa qualcosa, lì
è localizzata.
La clonazione: se per clonazione intendiamo la
produzione di esseri umani completi, partendo
da un certo patrimonio genetico, deciso prima
- se questo si farà mai, se comporta delle
produzioni di due, tre, quattro, cinque, dieci,
venti individui - penso che l'impatto sia quasi
nullo. Visto che il 2% della popolazione è
data da gemelli, non vedo come questo possa cambiare
le cose. Certo, se si facessero mille individui
uguali ad un determinato modello o peggio che
mai un milione, il discorso cambierebbe; però
pensate che per fare mille individui clonati ci
vorrebbero dieci volte e forse cinquanta volte
tante donne che mettono a disposizione il loro
utero. Quindi, al di là di tutti i problemi
tecnici e morali, ci sono anche i problemi di
fattibilità assolutamente, per il momento,
ridicoli".
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