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Quanto è divulgabile una scoperta scientifica? - domanda 6

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6) Aldo Petrone si pone la seguente domanda: “Molte scoperte scientifiche appaiono incomprensibili ai non addetti ai lavori. Se è inevitabile che vengano scritte in linguaggio specialistico, non pensa che tuttavia questo problema nasca anche dall’assenza o dalle carenze della divulgazione?”.

“Io sono molto critico verso il mio mestiere. Penso che le responsabilità della divulgazione siano enormi, però questo non riguarda soltanto la scienza ma anche la filosofia, la matematica, le religioni. Pensiamo alla teologia: ogni volta che sento parlare un teologo mi sento piccolo piccolo perché non riesco a capire niente, e penso di non essere il solo. Ma credo che la divulgazione debba porsi in primo luogo il problema come ce lo stiamo ponendo per esempio alla scuola di Trieste di comunicazione della scienza, alla SISSA: il problema di partire non dallo scienziato o dal filosofo o comunque dall’intellettuale aggiornato, ma proprio dal tipo di domande che vengono dal pubblico, che vengono dalla gente, dall’uomo della strada. Questo dovrebbe essere almeno il nostro orizzonte, l’orizzonte di chi fa divulgazione. Per la scienza è più facile; se dovessi fare divulgazione filosofica mi troverei molto in imbarazzo”.