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L'eutanasia - domanda 6

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L'eutanasia pone anche, o almeno, può porre un problema di conflitto di diritti: il diritto del malato all'eutanasia, a praticare l'eutanasia, e il diritto del medico all'obiezione di coscienza. Questo tema è sollevato dalla domanda di Roberta Mandelli, che chiede: "Se la legge prevede secondo determinate condizioni la pratica dell'eutanasia, questa diventa un diritto del malato. Ma se, ragionando in termini estremi, tutti i medici facessero valere contro l'eutanasia il diritto di obiezione di coscienza, il paziente non potrebbe usufruire a sua volta di un proprio diritto: essere aiutato a morire. Che cosa ne pensa?

"Questa è una questione molto importante. Anche qui si rivela uno dei tratti caratteristici, fondamentali, della medicina contemporanea. Questo problema è emerso in maniera drammatica con la legalizzazione dell'aborto. Anche l'aborto si configura come un diritto, un diritto soprattutto della donna, che però non può essere esercitato da solo: la donna ha bisogno dell'assistenza di un medico. E proprio in materia di aborto è nato il problema della obiezione di coscienza da parte dei medici. Questo è caratteristico della medicina: la medicina consiste nell'aiuto, nell'assistenza alla realizzazione di prestazioni che ormai si sono configurate come diritto del paziente. Nel momento in cui è caduta l'idea autoritaria del medico - è lui che decide, io che sono ammalato non posso più disporre di me - una volta che si è detto che l'atto medico ha alla propria base il consenso informato del paziente, che il paziente deve intervenire nelle strategie terapeutiche, ecco che la figura del medico rischiava di diventare una figura ausiliaria. La medicina contemporanea - la quale sempre di più diventa una tecnica non solo per curare malattie, ma per fare stare meglio possibile le persone, per aiutarle a realizzare i loro progetti di vita - sul campo della medicina si possono scontrare progetti di vita diversi, quelli di malati e quelli di medici. Qui si vede quanto sia importante per esempio la presenza di credenze religiose e via discorrendo. Non dimentichiamo che noi abbiamo assistito in Italia alla esortazione delle autorità religiose ai farmacisti a non vendere contraccettivi, a non vendere la pillola dell'aborto del giorno dopo e via discorrendo. Ecco, questo è un campo molto importante sul quale io credo che avremo conflitti ideologici e culturali".