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domande
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L'eutanasia pone anche, o almeno,
può porre un problema di conflitto di diritti: il
diritto del malato all'eutanasia, a praticare l'eutanasia,
e il diritto del medico all'obiezione di coscienza.
Questo tema è sollevato dalla domanda di Roberta
Mandelli, che chiede: "Se la legge prevede secondo
determinate condizioni la pratica dell'eutanasia,
questa diventa un diritto del malato. Ma se, ragionando
in termini estremi, tutti i medici facessero valere
contro l'eutanasia il diritto di obiezione di coscienza,
il paziente non potrebbe usufruire a sua volta di
un proprio diritto: essere aiutato a morire. Che
cosa ne pensa?
"Questa
è una questione molto importante. Anche qui si
rivela uno dei tratti caratteristici, fondamentali,
della medicina contemporanea. Questo problema
è emerso in maniera drammatica con la legalizzazione
dell'aborto. Anche l'aborto si configura come
un diritto, un diritto soprattutto della donna,
che però non può essere esercitato da solo: la
donna ha bisogno dell'assistenza di un medico.
E proprio in materia di aborto è nato il problema
della obiezione di coscienza da parte dei medici.
Questo è caratteristico della medicina: la medicina
consiste nell'aiuto, nell'assistenza alla realizzazione
di prestazioni che ormai si sono configurate come
diritto del paziente. Nel momento in cui è caduta
l'idea autoritaria del medico - è lui che decide,
io che sono ammalato non posso più disporre di
me - una volta che si è detto che l'atto medico
ha alla propria base il consenso informato del
paziente, che il paziente deve intervenire nelle
strategie terapeutiche, ecco che la figura del
medico rischiava di diventare una figura ausiliaria.
La medicina contemporanea - la quale sempre di
più diventa una tecnica non solo per curare malattie,
ma per fare stare meglio possibile le persone,
per aiutarle a realizzare i loro progetti di vita
- sul campo della medicina si possono scontrare
progetti di vita diversi, quelli di malati e quelli
di medici. Qui si vede quanto sia importante per
esempio la presenza di credenze religiose e via
discorrendo. Non dimentichiamo che noi abbiamo
assistito in Italia alla esortazione delle autorità
religiose ai farmacisti a non vendere contraccettivi,
a non vendere la pillola dell'aborto del giorno
dopo e via discorrendo. Ecco, questo è un campo
molto importante sul quale io credo che avremo
conflitti ideologici e culturali".
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