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La clonazione - domanda 8

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Giorgio Salimbene pone questa domanda: "Professor Boncinelli, cosa pensa della possibilità che il ricorso alla clonazione venga sostituito da un processo in grado di far regredire, a livello staminale o "totipotenziale", le cellule di un individuo adulto malato, così che sia l'organismo in un certo senso a curare se stesso?".

"Da una parte questa probabilità mi sembra un po' remota. Prendere una cellula malata e farla tornare indietro mi sembra veramente un'operazione di magia. Quello che invece è pensabile - sono sicuro che prima o poi sarà la linea scelta - è di prendere le cellule sane di quell'individuo, farle regredire a un livello indifferenziato e poi farle ri-differenziare nel tessuto o nell'organo che noi vogliamo. Quindi non le cellule malate, perché non vedo onestamente perché uno deve partire da una cellula malata. Questo quando si farà - e io sono sicuro che questa sarà la strategia finale - non dovrebbe porre nessun problema etico, perché si tratta di prendere le cellule di una persona, farle ritornare indietro nel differenziamento, cioè nella caratterizzazione, e poi farle di nuovo ricaratterizzare. In questo caso si tratta di cellule. Quindi non vedo come in questo procedimento ci sia qualcosa di diverso per esempio da una autotrasfusione di sangue, anche se nello sport questa è proibita, ma è proibita semplicemente perché l'abuso di questo procedimento danneggia l'atleta, ma se si fa un a volta ogni quarant'anni o una volta sola nella vita, non ci può essere questo danneggiamento".