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Giorgio
Salimbene pone questa domanda: "Professor
Boncinelli, cosa pensa della possibilità
che il ricorso alla clonazione venga sostituito
da un processo in grado di far regredire, a livello
staminale o "totipotenziale", le cellule
di un individuo adulto malato, così che
sia l'organismo in un certo senso a curare se
stesso?".
"Da una parte questa probabilità
mi sembra un po' remota. Prendere una cellula
malata e farla tornare indietro mi sembra veramente
un'operazione di magia. Quello che invece è
pensabile - sono sicuro che prima o poi sarà
la linea scelta - è di prendere le cellule
sane di quell'individuo, farle regredire a un
livello indifferenziato e poi farle ri-differenziare
nel tessuto o nell'organo che noi vogliamo. Quindi
non le cellule malate, perché non vedo
onestamente perché uno deve partire da
una cellula malata. Questo quando si farà
- e io sono sicuro che questa sarà la strategia
finale - non dovrebbe porre nessun problema etico,
perché si tratta di prendere le cellule
di una persona, farle ritornare indietro nel differenziamento,
cioè nella caratterizzazione, e poi farle
di nuovo ricaratterizzare. In questo caso si tratta
di cellule. Quindi non vedo come in questo procedimento
ci sia qualcosa di diverso per esempio da una
autotrasfusione di sangue, anche se nello sport
questa è proibita, ma è proibita
semplicemente perché l'abuso di questo
procedimento danneggia l'atleta, ma se si fa un
a volta ogni quarant'anni o una volta sola nella
vita, non ci può essere questo danneggiamento".
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