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Franceschina Cocinto invece ripropone
un tema che abbraccia i due argomenti forse centrali
in questa discussione: passioni e ragione. E le
chiede: "Le passioni senza ragione portano
al male della dittatura mentre la ragione senza
passioni porta al male dell'indifferenza. È
possibile sperare di poter controllare il male,
limitando la libertà, regolando gli istinti
primitivi e le passioni mediante la ragione?"
"Io qui farei il professore. Forse l'ho
fatto finora, e mi dispiace, nel senso che sono
necessari alcuni chiarimenti, alcune precisazioni
terminologiche. Quando si dice "limitare
la libertà" si dice qualche cosa di
inesatto: la libertà è la libertà.
La libertà o è libertà di
fare quello che si vuole o non è. Una libertà
limitata è qualche cosa di contraddittorio.
Con questo non voglio dire che possiamo fare quello
che vogliamo, cioè che è lecito
fare quello che vogliamo. No: sto dicendo che
è questione non tanto di libertà
quanto di liceità. Certo che noi dobbiamo
definire ciò che è lecito e ciò
che non è lecito, fin dove mi posso spingere
e fin dove no. Ma questo non ha a che fare propriamente
con la libertà: libero io infatti di trasgredire
quella legge che dice che cosa è lecito
e che cosa non è lecito. Una precisazione:
è chiaro che si può parlare del
male solo se si parla anche della libertà.
A questo proposito va detto qualche cosa che può
sembrare strano ma che va detto: la libertà,
contrariamente a quello che si crede non è
un valore di per sé. La libertà
è sempre più che un valore o meno
che un valore. Meno che un valore: infatti io
posso negare la libertà solo con un gesto
di libertà, solo se l'assumo, la faccio
mia. Il totalitarismo è questo: la negazione
della libertà degli altri da parte di qualcuno
che l'attribuisce a sé. Dunque se la libertà
è lo strumento di un'operazione tanto negativa
non si vede come possa essere un valore. Però
è più che un valore, perché
qualsiasi valore, anche un valore più universalmente
condiviso, un valore su cui tutti ci si metta
d'accordo - essere solidali gli uni con gli altri,
distribuire meglio le ricchezze e così
via - qualsiasi valore, nel momento in cui diventa
oggetto di una imposizione, nel momento in cui
io sono obbligato a fare quello che pure è
bene: bene non è più. Nel momento
in cui io tolgo la libertà e obbligo qualcuno
a fare quello che io ritengo sia bene è
finita: non c'è più bene, non c'è
più valore. Ecco che cos'è la libertà.
È questo principio, come hanno detto filosofi
che hanno riflettuto su questo tema, è
ciò che sta all'inizio e non è preceduto
da nulla. E in questo senso non può essere
limitata".
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