I dialoghi della Rete
Emporio
I marted́ di Rai Educational
Lo stato di salute della ragione nel mondo
Palinsesto
Il mondo della scuola
Riflessioni
 
 

Il senso del male - domanda 8

Torna all'elenco delle domande

Franceschina Cocinto invece ripropone un tema che abbraccia i due argomenti forse centrali in questa discussione: passioni e ragione. E le chiede: "Le passioni senza ragione portano al male della dittatura mentre la ragione senza passioni porta al male dell'indifferenza. È possibile sperare di poter controllare il male, limitando la libertà, regolando gli istinti primitivi e le passioni mediante la ragione?"


"Io qui farei il professore. Forse l'ho fatto finora, e mi dispiace, nel senso che sono necessari alcuni chiarimenti, alcune precisazioni terminologiche. Quando si dice "limitare la libertà" si dice qualche cosa di inesatto: la libertà è la libertà. La libertà o è libertà di fare quello che si vuole o non è. Una libertà limitata è qualche cosa di contraddittorio. Con questo non voglio dire che possiamo fare quello che vogliamo, cioè che è lecito fare quello che vogliamo. No: sto dicendo che è questione non tanto di libertà quanto di liceità. Certo che noi dobbiamo definire ciò che è lecito e ciò che non è lecito, fin dove mi posso spingere e fin dove no. Ma questo non ha a che fare propriamente con la libertà: libero io infatti di trasgredire quella legge che dice che cosa è lecito e che cosa non è lecito. Una precisazione: è chiaro che si può parlare del male solo se si parla anche della libertà. A questo proposito va detto qualche cosa che può sembrare strano ma che va detto: la libertà, contrariamente a quello che si crede non è un valore di per sé. La libertà è sempre più che un valore o meno che un valore. Meno che un valore: infatti io posso negare la libertà solo con un gesto di libertà, solo se l'assumo, la faccio mia. Il totalitarismo è questo: la negazione della libertà degli altri da parte di qualcuno che l'attribuisce a sé. Dunque se la libertà è lo strumento di un'operazione tanto negativa non si vede come possa essere un valore. Però è più che un valore, perché qualsiasi valore, anche un valore più universalmente condiviso, un valore su cui tutti ci si metta d'accordo - essere solidali gli uni con gli altri, distribuire meglio le ricchezze e così via - qualsiasi valore, nel momento in cui diventa oggetto di una imposizione, nel momento in cui io sono obbligato a fare quello che pure è bene: bene non è più. Nel momento in cui io tolgo la libertà e obbligo qualcuno a fare quello che io ritengo sia bene è finita: non c'è più bene, non c'è più valore. Ecco che cos'è la libertà. È questo principio, come hanno detto filosofi che hanno riflettuto su questo tema, è ciò che sta all'inizio e non è preceduto da nulla. E in questo senso non può essere limitata".

domanda precedente