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La clonazione - domanda 9

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La domanda di Paola Altavilla è la seguente: "Come incide nella prospettiva della clonazione il recente, grande risultato scientifico della mappatura o sequenziamento del genoma umano? La rende più semplice oppure propone un metodo alternativo, in particolare per l'urgente cura delle malattie genetiche?".

"Direi che al momento sono due realtà completamente diverse. La mappatura o, per meglio dire, la "decifrazione" del genoma umano è un grandissimo strumento che darà col tempo i suoi frutti - certo non subito -, che ci permetterà di conoscere noi stessi, di trovare le cause genetiche di quasi tutte le malattie genetiche e la base genetica di molte malattie che hanno soltanto una componente genetica. Ci aiuterà molto anche nella terapia, anche se io personalmente scommetto più sulla prevenzione che sulla terapia. In particolare io ho sottolineato diverse volte che il massimo successo che io mi aspetto dall'utilizzazione delle informazioni ricavate dal cosiddetto Progetto Genoma sarà nel campo dei tumori. Con l'aumento della vita media degli esseri umani, i tumori saranno sempre più probabili, se non addirittura certi. Conoscere perfettamente quali geni sono coinvolti nella formazione di certi tumori e, per ciascun gene, quali sono le alterazioni che lo portano in quella direzione sarà importantissimo. Questo migliorerà certamente la qualità della vita e anche la salute. Però esisteranno sempre problemi non raggiungibili per questa via. Per esempio, gli incidenti stradali o gli incidenti sul lavoro. Quelli non si eliminano certamente attraverso il Progetto Genoma. E quindi, per affrontare questi eventi, diciamo traumatici, ci sarà sempre un po' bisogno di trapianti. E la clonazione, almeno nella sua veste più positiva, non è altro che una soluzione al problema dei trapianti".