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Quanto è divulgabile una scoperta scientifica? - domanda 11

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11) Caterina Pontormo sottolinea anche lei un problema forse inerente al mondo della comunicazione e Le rivolge la seguente domanda: “A volte ho l’impressione che il mondo scientifico somigli un po’ a una fabbrica di scoop. Lei che ne pensa? E se c’è una responsabilità a chi va maggiormente imputata?”.

“Fondamentalmente dipende dal sistema dei mass media, da cui siamo abbastanza guidati e gestiti. Ma molte volte la responsabilità dello scoop non è solo del giornalista che vuole assolutamente essere il primo a dare una certa notizia, ma spesso è anche dello scienziato, il quale per ottenere risorse, per ottenere considerazione, rispetto nell’ambito accademico, molte volte ci suggerisce all’orecchio - a noi che siamo i comunicatori - qualcosa sull’importanza della ricerca che sta facendo, sui risultati che ha ottenuto. Ci sono degli esempi storici classici come quello della memoria dell’acqua, della fusione fredda, che hanno creato dei veri e propri falsi pur di apparire. Quindi in questi casi un po’ estremi la responsabilità dello scoop è dello scienziato non tanto del giornalista, del divulgatore, che fa il suo compito di cronista, d’informatore”.