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La clonazione - domanda 12

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Un'ultima domanda. Stefano Monciotti Le chiede: "Professor Boncinelli, cosa effettivamente porterà alla società, agli individui, l'utilizzazione dell'informazione ricavata dal completamento del Progetto Genoma?".

"Ci si è interrogati molto in tutto il mondo, sia prima sia durante lo svolgimento del Progetto Genoma, sia ora che siamo in fase conclusiva: qualcuno dice che porterà poco, qualcuno promette miracoli, promette cose incredibili. Certamente nell'immediato porterà ben poco, anche se tutte le ricerche già in atto saranno accelerate per il solo fatto che conosciamo la sequenza di tutti i geni. Io, per esempio, nella mia vita ho isolato una settantina di geni. Ogni volta che ne isolavo un pezzettino mi premunivo di determinare la sequenza e tutto il resto. Oggi non lo farei più. Semplicemente da quel pezzettino andrei sul computer e mi ricavo il resto. Se ci dobbiamo chiedere che cosa succederà fra quattro anni, cinque anni, sei anni, sette anni, sarà un crescendo di risultati. Ne individuerei due: il primo è la prevenzione dei tumori. I tumori sono una malattia molto particolare, in un certo senso ineliminabile, perché sono l'altra faccia della vita, che diventerà sempre più importante via via che la vita media si allungherà. Quindi verranno sempre più alla ribalta. Però ogni tumore nasce con una cellula, che poi diventano due, quattro, otto, sedici, e così via. Il problema è che in passato si diagnosticava un tumore solo quando era grosso, quindi fatto di centinaia di milioni di cellule. Oggi, già con la risonanza magnetica e la T.A.C. si possono diagnosticare quando sono un pochino più piccoli. Un domani, quando si potranno diagnosticare quando sono meno di un chicco di grano, non saranno, nessuno di loro così, pericolosi.
Questo è il primo obiettivo che ci possiamo immaginare che verrà raggiunto. Il secondo è di natura un po' particolare. Noi sappiamo che siamo tutti diversi - non solo geneticamente, anche per lo stile di vita, ma certo anche geneticamente - l'uno dall'altro. Sappiamo che abbiamo ciascuno delle predisposizioni, delle idiosincrasie, e anche che lo stesso farmaco può far bene a uno, può non avere nessun effetto su un altro e può addirittura far male a un altro. Quindi la conoscenza individuale delle caratteristiche di ciascuno di noi, potrà realizzare, grazie al Progetto Genoma, quello che è stato sempre il sogno del medico coscienzioso, cioè una medicina centrata sul paziente, una medicina individualizzata. La medicina di domani, se le cose continuano a andare in una certa maniera, se le società saranno ancora così ricche e così organizzate da andare in questa direzione, potrà trattare ogni essere umano nella sua specificità, dando dei consigli, dando delle proibizioni e dando dei farmaci adatti per la sua particolare costituzione genetica".