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L'eutanasia - domanda 12

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La domanda di Claudio Papiro tratta invece un altro aspetto dell'eutanasia, implicitamente richiamato, ed è quello del parallelo con gli stoici: "La legge olandese fa venire in mente la scelta per la morte, in determinate condizioni, propria degli stoici. Si può tracciare un confronto e definirne le differenze?"

"Certamente il richiamo agli stoici viene abbastanza naturale, però c'è una differenza di fondo: per gli stoici si può giustificare il suicidio, non l'eutanasia. L'eutanasia è in realtà un modo per fronteggiare dolore e sofferenza, mentre invece per gli stoici il sapiente "stoico" è una specie di atleta morale, che di sofferenze, di dolori ne può sopportare finché vuole. Si conosce bene la storia di quello schiavo stoico, Epitteto, che aveva la gamba distesa al sole e aveva un padrone cattivo che saltava su questa gamba; Epitteto gli diceva "Bada che si rompe", finalmente la gamba si rompe e Epitteto aggiunge: "Te l'avevo detto che si sarebbe rotta". Questo è lo stoico, che si ammazza quando non può più esercitare la virtù. I suicidi stoici sono suicidi di persone in buona salute, che preferiscono abbandonare la vita piuttosto che rinunciare alla loro libertà; libertà è una cosa complicata, cioè il dominio sulle passioni. Invece l'eutanasia è una cosa più modesta. Ecco perché non c'è onnipotenza. È, come dire: lo stoico quando se ne va - questo lo sappiamo dalla grande tragedia francese - inscena ancora uno spettacolo. Il suicidio stoico è un suicidio spettacolare. Invece l'eutanasia è un andarsene in punta di piedi. È non pretendere che la morte sia l'atto finale e solenne che dà senso a tutta la vita. No, quello che dà senso alla vita è prima; quando si vuole l'eutanasia è perché ormai non si dà più senso a niente, i sensi sono finiti e uno se ne va in punta dei piedi. Non dimentichiamo che l'eutanasia nasce negli ambienti dei radicali e degli utilitaristi inglesi i quali hanno questa idea ben precisa: bisogna fare il possibile per diminuire le sofferenze. La sofferenza non ha senso. Si può rifiutare la sofferenza perché non è niente di buono. È proprio l'inversione dell'idea cristiana per cui la sofferenza redime, per cui soffriamo perché "abbiamo una croce", perché abbiamo peccato. L'eutanasia è tutto il contrario e in questo senso è diversa dal suicidio stoico".