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Il senso dello Stato - domanda 13

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È stato detto da più parti che la televisione ha contribuito al processo di unificazione nazionale quantomeno perché ha insegnato agli italiani a parlare l'italiano. Renato Altavilla le pone una domanda che riguarda proprio i mezzi di comunicazione e le chiede: "Se e in che misura i mezzi di informazione hanno contribuito a creare una coesione nazionale nel nostro paese. Quale pensa sia il loro ruolo attuale nel delineare l'idea di nazione e crede sia possibile attribuirgliene uno?"
"Credo che indubbiamente i mezzi di informazione abbiano avuto un ruolo fondamentale nella coesione nazionale. I giornali nella prima parte del secolo e la televisione nella seconda parte hanno sicuramente costituito un canone di riferimento anche linguistico, e non solo linguistico che ha avuto un impatto straordinario. Noi sappiamo che si è detto più volte che Mike Bongiorno ha unificato l'Italia più di Garibaldi, e questo mi sembra un dato di fatto non contestabile. È vero anche che in una seconda fase i giornali e la televisione in modo particolare hanno anche contribuito a dissolvere questo legame nazionale perché non dobbiamo trascurare per quanto riguarda la tv il ruolo avuto dalla americanizzazione che attraverso la televisione ha debordato nella nostra società. Noi già siamo un Paese tendenzialmente esterofilo, con una identità politica nazionale molto labile mentre credo che l'identità civile sia molto forte. Ecco, quando ci siamo trovati di fronte alla necessità di dover dimenticare il nostro passato perché proibito, allora ci siamo un po' attaccati al modello occidentale, ci siamo americanizzati. Noi siamo il Paese che usa più neologismi di tutti gli altri, siamo il paese che ha adottato una specie di slang italo-americano molto diffuso, e quindi credo che davvero oggi la televisione da un verso continui la sua opera di integrazione nazionale ma dall'altro verso operi sottilmente verso una disintegrazione nazionale, cioè verso un tentativo di omologazione del nostro Paese, dei costumi del nostro Paese a modelli che non appartengono forse a nessun paese in modo particolare ma soltanto a modelli legati a grandi gruppi, a mode, a tendenze che hanno una origine americana ma che poi sono diventati come dire canoni occidentali".

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