I dialoghi della Rete
Emporio
I marted́ di Rai Educational
Lo stato di salute della ragione nel mondo
Palinsesto
Il mondo della scuola
Riflessioni
 
 

Il senso dello Stato - domanda 14

Torna all'elenco delle domande

Guido Perazzi le chiede: "C'è un'incapacità ad assumersi la responsabilità dei proprio limiti, di questo incolpiamo anche lo Stato, come se fosse altro da noi. Non siamo ancora capaci di liberarci dai pensieri di contrapposizione di anti-qualcosa e in questa realtà il senso dello stato dei cittadini è molto precario. Non pensa che la storia dell'uomo non abbia registrato fino ad oggi un miglioramento nella convivenza civile perché non siamo riusciti a trasformare la cultura dell'inimicizia in cultura del dialogo che costituisce la base della democrazia?"
Io credo che se davvero la storia dell'uomo non ha mai dato questa possibilità evidentemente è connaturato nell'uomo non pensare la politica, i rapporti civili soltanto attraverso il dialogo. Io credo che sia giusta l'osservazione che faceva Carl Schmitt che diceva appunto che la politica nasce a partire dalla designazione del nemico. Il problema è che in una democrazia il nemico è semplicemente l'avversario con cui lealmente e civilmente ci si confronta condividendo alcune regole e alcuni valori di fondo, ma altrettanto nettamente contrapponendosi su altri valori e su altri criteri di gestione della cosa pubblica. Io credo che il nostro Paese abbia sofferto di un'altra malattia: questo è un Paese che ha vissuto e vive ancora un pendolo tra la guerra civile e il consociativismo, ovvero, l'avversario è sempre stato o il demonio o il socio in affari. Non è mai stato avversario. Questo ha determinato una radicalizzazione del rapporto amico-nemico che non è stata utile né alla democrazia ne più vastamente alla politica in Italia. E dall'altra parte però, l'altra parte di questo pendolo, cioè il consociativismo, ha determinato la convinzione che con l'avversario ci si debba mettere d'accordo e si debbano in qualche modo spartire gli utili della gestione politica. Ecco, queste due tendenze, alla guerra civile e al consociativismo, hanno schiacciato la nostra democrazia perché la nostra democrazia era ideologicamente fondata sulla guerra civile e praticamente fondata sul compromesso storico o non storico. Comunque questo ha determinato la mancanza di alternanza democratica, la criminalizzazione dell'avversario che è sempre delegittimato a governare, non ha mai i titoli, ci porta sempre fuori dalla democrazia, dalla modernità, dall'Europa, da tutti i contesti possibili e immaginabili salvo poi mettersi d'accordo a elezioni consumate per gestire insieme il potere, per attutire i contrasti, per poter in qualche modo governare in pace. Viceversa noi dobbiamo recuperare la dimensione conflittuale della democrazia ma dobbiamo recuperarla all'interno della democrazia cioè dicendo che l'avversario ha tutto il diritto di esprimere le sue idee, ha una legittimazione uguale alla nostra, che è quella popolare ed ha, al tempo stesso, la libertà di contrastarci nei termini e nei mezzi della legalità".

domanda precedente

 

alto

 

domanda successiva