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Se però
pensiamo ai paesi scandinavi, ai paesi dell'Europa
del nord compresa l'Olanda, la Danimarca vediamo
che, paesi ovviamente, a grande tradizione socialdemocratica,
nel senso di non solo radicata ma anche lunga,
vediamo che lì l'idea dello stato è
particolarmente forte. Cosa pensa a questo proposito?
"Credo che innanzitutto si debba risalire
alla matrice protestante di quei Paesi, in secondo
luogo bisognerebbe meglio cogliere il senso dello
Stato in quei paesi. Io credo che il senso dello
Stato in quei Paesi sia un legame di lealtà
nei confronti delle istituzioni e di efficienza
dei servizi pubblici ma non un legame di tipo
comunitario perché quei paesi, nonostante
abbiano avuto una lunga tradizione socialdemocratica,
sono Paesi fondamentalmente individualisti, cioè
sono Paesi in cui una cultura comunitaria non
ha mai fortemente attecchito o ha attecchito in
contesti piuttosto marginali. Quindi c'è
stata l'idea dello Stato come molto presente nell'economia,
nel correggere diciamo così le storture
della società ma dall'altra parte il senso
dello Stato non si è unito a un senso della
comunità nazionale, a un senso del legame
civico, se non appunto attraverso il rispetto
delle istituzioni. Quindi credo che sia innanzitutto
un'esperienza non trasferibile, dovuta alla natura
e alla cultura di quel Paese, alla stratificazione
protestante. In secondo luogo credo appunto che
sia più che un senso dello stato un senso
della maternità dello stato, la capacità
dello stato di sopperire ad alcune inefficienze
a cominciare da quella della famiglia che obiettivamente
non è molto forte, molto incisiva in quelle
esperienze scandinave e quindi ha bisogno di essere
integrata con strutture pubbliche. Però
se dovessimo far riferimento al legame culturale,
di appartenenza, di riferimento a una coesione
sociale io direi che quelli non sono stati che
hanno determinato una coesione sociale ma soltanto
un utile contemperarsi di servizi pubblici".
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