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L'uranio impoverito - domanda 5

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Vediamo un altro aspetto di questo argomento. Ce lo propone Maria Moncini, che Le chiede: “Le recenti guerre che hanno coinvolto i Paesi occidentali, sono state più brevi di altre e meno sanguinose, anche se hanno fallito nel loro voler essere guerre chirurgiche. Pensa che nell'opinione pubblica la guerra oggi sia più accettata perché appare meno disastrosa o perché è subentrata una sorta di indifferenza, un cinismo, dovuti anche alla trattazione operata dai mass media, che purtroppo produce una sorta di assuefazione?” 

"Devo dire che avrei qualche dubbio sul contenuto della domanda. Cioè, io ho l'impressione che la guerra oggi faccia più orrore di prima o, in genere, l'uso della violenza in qualunque parte del mondo proprio a causa delle informazioni che riceviamo. I lampi dei bombardamenti di Baghdad, ai tempi della guerra del Golfo, poi non si sono più rivisti tanto, per esempio nella guerra del Kosovo, perché forse i generali o i governi hanno pensato che non era poi tanto bene mostrare la guerra. Ma direi che il mostrare la guerra, e mostrarla anche senza censura, cosa che diventa sempre più difficile, è proprio un modo per educare la coscienza collettiva a considerarla un orrore. Tuttavia rimango dell’idea che l'informazione, in questo caso, non ci rende più cinici: ci rende più attenti, ammesso che sia un'informazione non manipolata, ovviamente; se si fanno vedere soltanto gli orrori di Milosevic e non l'uranio impoverito, magari noi diciamo: "Va bene lui è cattivo, noi siamo buoni". Ma la funzione dei mass media, in queste condizioni, non mi sembra così criticabile, così demonizzabile come la domanda farebbe immaginare. Semmai il guaio peggiore è che siamo assuefatti ad altri tipi di violenza. L'informazione ci mette di fronte a un mondo talmente pieno di guai, di ingiustizie, di fami, e soprattutto ci fa sempre sospettare che ce ne siano ben di più: se io faccio vedere la carestia in Bangladesh mi domandano: “Ma è quella del Sudan?”. Noi siamo come superstimolati dall'informazione: qualche volta abbiamo delle reazioni o troppo difensive o eccessivamente reattive. Non siamo certo molto equilibrati."

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