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L'uranio impoverito - domanda 6

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Mauro Zanzi Le chiede: “La vicenda dell'uranio impoverito non è una logica conseguenza di una cultura che fa dell’efficienza in tutto i campi uno dei suoi valori fondamentali a scapito degli esseri umani, in particolare dei più deboli e svantaggiati?” 

"Sì, qui, effettivamente, in questa domanda si cumulano moltissime cose. Per esempio a me viene in mente che, in fondo, in molte situazioni in cui sono scoppiate delle guerre, o si sono mandati in guerra i figli di mamma, molti sospettavano che fossero “guerre tra di loro”, come si dice. L'ideale, di nuovo, sarebbe che la gente si convincesse a fare la guerra soltanto quando è direttamente toccata dalla questione. E in democrazia è così, dovrebbe essere così. Però questo limite dell'essere toccato direttamente, non sconfina addirittura nel vantaggio e lo svantaggio individuale, che in politica ispira sempre delle scelte egoistiche e spesso anche di corta veduta, nel senso che se io immagino solo quello che mi succede domani posso dire: "Basta, non me ne importa niente!"? Pensate a tutta la politica ecologica. Certo, per noi oggi consumare, continuare a consumare le risorse del pianeta non è un dramma, perché io stesso quando penso al problema dei rifiuti, dico: "Va bene, io ormai sono oltre i sessant'anni, questa faccenda dei rifiuti se lo vedranno gli altri, quelli che oggi hanno trenta, vent'anni, ". Però è una scelta, è un modo di pensare un po' troppo egoistico. La guerra, in questo senso potrebbe essere l'igiene della politica, nel senso che ci fa capire che ci sono anche delle decisioni estreme per le quali è ragionevole e giusto che ci impegniamo tutti, anche quando non sono imminenti, anche quando non ci vengono addosso. Certamente è logico che i poveri, i marginali, dichiarino che a loro della guerra dei ricchi italiani contro i ricchi inglesi non gliene importa niente. E forse, se anche i poveri inglesi dicessero lo stesso, magari, come si è sempre pensato nei partiti rivoluzionari: "Se tu ti rifiuti di far la guerra, se la facciano loro, i generali, i nobili, i proprietari terrieri". Poi però se riduciamo queste argomentazioni al loro nocciolo, forse qualche ragionevole dubbio possiamo averlo".  

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