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L'eutanasia

Eutanasia: la morte al tempo dell'immortalità

In una società che tenta di esorcizzare la morte e dove, in alcuni casi, morire è diventato quasi un gesto trasgressivo, da oggi si può morire per legge. Un paio di settimane fa, infatti, il Parlamento olandese ha approvato una normativa che consente al medico di praticare l'eutanasia al paziente che ne faccia esplicita richiesta. Al di là degli aspetti tecnico-giuridici, il caso-Olanda porta alla ribalta un tema tradizionalmente tabù nell'ambito della nostra civiltà, la morte.
La visione cristiana, che considera la vita un dono di Dio su cui soltanto Dio può intervenire, ed il giuramento di Ippocrate a cui si attengono i medici, costituiscono i capisaldi di chi sostiene l'inammissibilità dell'eutanasia. Tuttavia i codici penali o le sentenze delle Corti Supreme di molte nazioni (dalla Francia alla Cina) non puniscono il ricorso al suicidio assistito, l'interruzione delle terapie e del mantenimento artificiale in vita del paziente.
Se da un lato, quindi, il codice stabilisce la possibilità di scegliere di morire, dall'altro paradossalmente un versante della ricerca scientifica si impegna, costantemente, in una sfida dal sapore epico: raggiungere l'immortalità. L'accanimento terapeutico si può interrompere o concentrare esclusivamente sul mantenimento della persona non tanto in vita, ma in uno stato di "latenza di vita", che non è più salute, non più giovinezza e neanche vecchiaia: è strana forma di essere quella che può da oggi decidere, al di là delle leggi biologiche, della propria fine. Così anche il limite inviolabile per definizione - la morte - risulta in un certo senso manipolabile. E qui si determina la seguente specularità: la possibilità d'intervento sulla vita è simmetrica alla possibilità di decidere la morte.
Rispetto a questo scenario, gli argomenti confessionali hanno poco respiro, perché è la scienza ad avere un ruolo decisivo nella nuova idea di "vita" e di "morte". Come ha ben illustrato Mirko Grmek, compianto medico e storico delle scienze che ha scelto per sé l'eutanasia, la storia umana è caratterizzata da una definizione di morte che, nel corso dei secoli, si è "evoluta" grazie alle scoperte scientifiche, con conseguenti riforme degli aspetti giuridici connessi a questo evento drammatico. La scienza, quindi, sembra essere in grado di modellare il pensiero dell'uomo che pensa la propria morte.
D'altra parte terapie sempre più specifiche, migliore qualità della vita, principi etici e religiosi contribuiscono ad affermare con vigore il diritto alla vita, rischiando tuttavia di nascondere l'elemento certo della finitezza dell'esistenza umana, in qualche modo rivendicata da chi sostiene, come Indro Montanelli - o ha sostenuto, come Grmek - la necessità di un diritto alla morte.


Interlocutore sull'argomento

Carlo Augusto Viano


Approfondimenti

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