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Stefano Iannone
Cominciamo a parlare dell'eutanasia, professor
Viano, con la domanda che rivolge Stefano Iannone,
il quale chiede: "Se nelle grandi religioni
la morte è comunque concepita come una
liberazione dal mondo terreno o come un passaggio
a miglior vita, perché porre ostacoli all'eutanasia,
ossia alla possibilità di un intervento
umano che di fatto coinvolge soltanto il corpo?"
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2
Pierluigi Renda
Un altro argomento a favore dell'eutanasia
lo troviamo nella domanda che rivolge Pierluigi
Renda, il quale chiede: "L'eutanasia viene legalmente
praticata una volta accertata l'impossibilità della
guarigione del paziente, la cui morte si riduce
soltanto ad una questione di tempo, tempo che scorre
a ritmo della sofferenza. Professor Viano, su quali
basi allora si continua ad opporre resistenza all'eutanasia?"
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3
Filippo Boldrini
Vediamo ora l'eutanasia da un altro punto di vista,
più specificamente filosofico, e lo facciamo
con la domanda di Filippo Boldrini: "Professor
Viano, filosoficamente come si può giustificare
un'azione come l'eutanasia, attraverso la quale
l'uomo subentra al volere divino nel decidere
della vita e della morte?"
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4
Gianna Micheli
La domanda di Gianna
Micheli insiste nel voler indagare il tema dell'eutanasia
da un punto di vista filosofico, ma lo fa con
un taglio più laico: "Pensa che sia
veramente possibile "pensare la propria morte"
o piuttosto l'eutanasia è l'ultima strategia
difensiva per ridurre lo spettro della morte,
rendendola qualcosa che rientra nel dominio umano?"
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5
Valeria Ciotti
Lei prima ha fatto riferimento ai malati terminali
- dunque ai soggetti più interessati eventualmente
all'eutanasia - se anche in Italia dovesse diventare
legge dello Stato come è avvenuto in Olanda.
La domanda di Valeria Ciotti ripropone proprio questo
argomento dal punto di vista del malato terminale:
"L'eutanasia, esercitata in favore di un malato
terminale che ne fa esplicita richiesta, non diventa
una forma legalizzata di suicidio disponibile per
chi è ormai fisicamente impossibilitato a
praticarlo?"
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6
Roberta Mandelli
L'eutanasia pone anche, o almeno, può porre
un problema di conflitto di diritti: il diritto
del malato all'eutanasia, a praticare l'eutanasia,
e il diritto del medico all'obiezione di coscienza.
Questo tema è sollevato dalla domanda di
Roberta Mandelli, che chiede: "Se la legge
prevede secondo determinate condizioni la pratica
dell'eutanasia, questa diventa un diritto del malato.
Ma se, ragionando in termini estremi, tutti i medici
facessero valere contro l'eutanasia il diritto di
obiezione di coscienza, il paziente non potrebbe
usufruire a sua volta di un proprio diritto: essere
aiutato a morire. Che cosa ne pensa?"
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7
RAI Educational
Rai Educational: "Da quello che ha detto Lei
ora e anche nelle risposte precedenti sembra che
la medicina, il progresso della medicina, sia un
po' l'orizzonte entro cui calare l'eutanasia. Forse
non ci sarebbe eutanasia se non ci fosse stato un
progresso così forte e così accelerato
della medicina, cioè la disponibilità
di una assistenza alla morte e anche una articolazione
di questa assistenza. È così o un'impressione
errata?".
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8
Andrea Porcaro
L'importanza del progresso scientifico, e
quindi del progresso della stessa medicina, è
qualcosa che non solo influisce sulla scelta della
morte, ma anche sulla considerazione della vita
stessa e soprattutto della propria vita, del che
fare della propria vita. È una domanda
che viene posta da Andrea Porcaro: "La possibilità
di scegliere la propria morte data dall'eutanasia,
la possibilità di programmare la vita e
la sua qualità offerta dall'ingegneria
genetica, il poter vivere al di fuori delle leggi
naturali dato dalla continua specializzazione
della medicina non rischiano di creare un soggetto
onnipotente, che si sottrae al destino della propria
finitezza e per il quale quindi non solo vanno
riscritte le leggi di natura ma va anche riscritto
l'orizzonte di pensiero?"
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9
Nazareno Quercia
Torniamo ad affrontare il tema dell'eutanasia
da un punto di vista più pragmatico. Nazareno
Quercia chiede: "Professor Viano, a suo parere,
quale tipo di preparazione dovrebbero avere i
medici e gli psicologi che si occupano di chi
ha scelto l'eutanasia?" statunitense?"
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10
Flaminia de Iuliis
Abbiamo parlato del supporto psicologico, della
preparazione psicologica che dovrebbe avere il
personale medico. Vediamo invece la questione
dal punto di vista dei parenti. È la domanda
di Flaminia de Iuliis, che chiede: "Sono
previste delle strutture di supporto psicologico
per i parenti di coloro che scelgono l'eutanasia?
E sono previsti dei colloqui per aiutare questi
ultimi nella loro scelta?"
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11
Rai Educational
Rai Educational: "In quello che Lei
dice sembra di cogliere una critica velata a come
è stato trattato, affrontato fino ad oggi
il tema dell'eutanasia, nel senso che sembra che
venga sottolineato un difetto di comunicazione.
È vero o no?"
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12
Claudio Papiro
La domanda di Claudio Papiro tratta invece
un altro aspetto dell'eutanasia, implicitamente
richiamato, ed è quello del parallelo con
gli stoici: "La legge olandese fa venire
in mente la scelta per la morte, in determinate
condizioni, propria degli stoici. Si può
tracciare un confronto e definirne le differenze?"
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13
Adriano Padrone
Un riferimento agli stoici lo fa anche
Adriano Padrone che sottopone la questione, un
argomento contro l'eutanasia attraverso una lunga
domanda: "'Dolce morte' viene chiamata il
suicidio di Stato, con turpe espressione rubata
alla pubblicità. Mai nessuno finora, almeno
in Occidente, aveva inzuccherato a tal punto la
fine della vita dal momento che i suicidi stoici
se la cavavano con un gioco intellettuale per
esorcizzare il momento fatale, mentre Francesco
d'Assisi, che invocava la morte come sorella,
credeva fermamente ad una successiva liberazione
celeste. Oggi, invece, tra i mortali senza aldilà,
senza filosofia, l'eutanasia è presentata
come ultimo diritto dell'uomo. Professor Viano,
non le sembra un po' macabro?" europeo e
non solo considerato nella prospettiva parziale
del singolo stato?"
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Vi ringraziamo per
aver inviato le vostre domande.
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