I dialoghi della Rete
Emporio
I marted́ di Rai Educational
Lo stato di salute della ragione nel mondo
Palinsesto
Il mondo della scuola
Riflessioni
 
 

La natura - domanda 4

Torna all'elenco delle domande

4) Caterina Notte sottolinea come, nell'attuale idea della natura, un valore molto forte sia dato dalla semplicità, cioè la natura è bella e buona anche perché, a differenza di questa società complessa e caotica, la natura è pura e quindi semplice. Caterina Notte chiede anche: "Questa idea della purezza quanto ha a che fare con l'esaltazione della semplicità? Inoltre la semplicità attribuita alla natura non è stata storicamente una connotazione positiva, pensiamo al sublime kantiano: da dove nasce allora questa idea che acquista in epoca moderna e recente il valore di un primato?"
È vero che la purezza e la semplicità ci sembrano dei caratteri attribuibili alla natura. Non c'è dubbio che nell'immagine corrente spesso "naturale" sia sinonimo di "semplice" o sinonimo di "puro". Tuttavia questa idea della natura come purezza mi pare un'idea che nasce soltanto dalla perdita della semplicità o della purezza. In altre parole: è un'idea che noi proiettiamo nella natura da quando abbiamo la sensazione di essere usciti dalla natura. In altre parole: la frattura che si crea quando l'uomo non si sente più parte dell'organismo naturale ma si sente in dialogo, in un dialogo che è conflitto, fa sì che la natura possa essere il luogo in cui noi proiettiamo dei valori, per esempio il valore di semplicità, per esempio il valore di purezza. Non è un caso che questa percezione della natura nasca sostanzialmente nella seconda metà del Settecento, quando comincia la percezione della natura come un'isola di felicità o di tranquillità che si dà proprio in quanto nella natura non arrivano le complicazioni o superfetazioni della civiltà. Penso a romanzi come Paolo e Virginia, penso per esempio anche all'atteggiamento di Rousseau nei confronti della natura e anche della bellezza naturale. Allora diventa possibile pensare che la natura sia il terreno della felicità, in opposizione alla complicazione e alle difficoltà della civiltà. Questa percezione di un distacco, di una nostalgia mi sembra fondamentale per capire come può essere sorda la proiezione della purezza o della semplicità naturale. Naturalmente c'è un altro discorso da fare, cioè quello che una idealizzazione della natura, nel senso della perfezione, nel senso della semplicità, è presente anche in epoche in cui è meno forte questa scissione; la presentazione della natura come modello di perfezione, come modello di rigore, di essenzialità, diventa un fatto che si riscontra anche quando il patto con la natura, per dire così, non si è ancora spezzato.



domanda precedente