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La natura - domanda 6

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6) Rai Educational: "È possibile definire uno scenario di questo nostro rapporto, uno scenario che da un lato tenga conto dell'attenzione, della sensibilità ecologica e dall'altro di una sensibilità non altrettanto radicata ma di una certa rilevanza verso l'idea della bellezza, verso quindi il bello naturale? Lei, del resto, ha già detto che questi argomenti, questi due elementi, non solo non sempre coincidono, ma forse neanche si incontrano sempre. Potrebbe citare anche delle esperienze di tentativi di sperimentare l'arte dentro la natura che, per esempio, sono stati osteggiati da ecologisti ed ambientalisti. Potrebbe dunque delineare questo rapporto non da un punto di vista ideale, ma da un punto di vista in qualche modo anche fattuale? Che rapporto dobbiamo pensare, che relazione dobbiamo pensare tra questi due elementi, che oggi costituiscono il nostro rapporto con la natura in senso positivo?"
Innanzitutto io credo che dobbiamo sottolineare il fatto che per lungo tempo l'interesse per la bellezza naturale ha dovuto dissimularsi, o porsi esplicitamente come secondario, rispetto al problema della difesa dell'ambiente da un punto di vista biologico o fisico. Questo mi pare molto caratteristico della vicenda degli ultimi trent'anni. In fondo la preminenza di un problema di salvaguardia della natura nella sua totalità e nella sua basilare visibilità ha fatto sì che per lungo tempo l'aspetto estetico della natura, per esempio l'aspetto paesaggistico, passasse in secondo piano o venisse visto come una distrazione di forze dagli interessi preminenti. È chiaro perché questo accade: nel momento in cui la situazione della natura viene presentata come un pericolo imminente di sopravvivenza, o viene presentata come un rischio gravissimo di alterazione, occuparsi di aspetti estetici della natura può sembrare una fuga verso l'oziosità o un'abdicazione rispetto a problemi più urgenti. E questo di fatto è avvenuto: è abbastanza sintomatico il fatto che quasi mai, nei movimenti ecologisti per esempio, c'è stata una presa di posizione autonoma e forte a tutela dei valori paesaggistici. Il valore ambientale è stato presentato come predominante e come assorbente in sé anche il valore paesaggistico; spesso il parlare di paesaggio è stato considerato come un elemento estetistico o come un elemento deteriore rispetto alla tutela dell'ambiente. Credo che rispetto a questo fatto si debbano osservare due cose: la prima è che questo atteggiamento esplicito, spesso copre la presenza di un interesse anche estetico nei confronti della natura molto forte. Voglio dire che attraverso il discorso della salvaguardia dell'ambiente, o attraverso il discorso della salvaguardia delle specie a rischio, attraverso il discorso della salvaguardia delle foreste, non passa soltanto una preoccupazione ambientale, ma passa spesso anche una preoccupazione di tipo estetico: in tale preoccupazione, cioè, si esprime un amore per questi aspetti della natura che è impensabile senza un interesse anche per la bellezza delle manifestazioni naturali. Questo è il primo punto. L'altro aspetto che bisogna notare è che, quando cominciamo a spostarci sui pericoli di un atteggiamento di questo genere, tale atteggiamento può far sì che noi cessiamo di pensare che i valori paesaggistici abbiano bisogno di una tutela ulteriore rispetto a quelli ambientali, che una volta che viene tutelato l'ambiente, anche il paesaggio sia autonomamente tutelato. Forse però è bene chiarire questi due termini, perché li uso come non sinonimi. Direi che è importante ribadire la differenza fra l'ambiente in senso fisico, biologico, e il paesaggio in quanto fenomeno culturale estetico. Il concetto di paesaggio e il concetto di ambiente non sono coincidenti ed è bene che si mantenga questa distinzione, è bene che si mantenga la non perfetta sovrapponibilità dei due concetti. Perché? Perché nel nostro concetto di paesaggio, trattandosi di un concetto che ha relazione con la nostra percezione del mondo e quindi con l'immagine che noi ci creiamo del mondo, deve entrare anche una dimensione storica, una dimensione culturale che nel concetto di ambiente non rientra necessariamente. Quindi è importante mantenere la distinzione, almeno di principio, fra i due concetti, per abituarci a pensare che la difesa dell'ambiente può non essere automaticamente una difesa del paesaggio e che per la difesa del paesaggio è necessaria anche una considerazione degli aspetti storici e culturali del paesaggio che richiedono una appropriata tutela. Soprattutto direi che il dato fondamentale è questo: anche se in questo campo ci possono essere dei problemi, mentre la protezione dell'ambiente si può porre sostanzialmente da un punto di vista di conservazione, la difesa del paesaggio non può porsi esclusivamente da un punto di vista di conservazione, ma deve per forza di cose comprendere in sé anche un elemento di progettazione del futuro e di immaginazione del futuro. Questa idea mi sembra importante al di là delle sue ricadute pratiche, anche perché ci dà un insegnamento di fondo: il nostro rapporto con la natura è un rapporto che passa attraverso il tempo e che si configura diversamente nelle diverse epoche storiche. È di questo che dobbiamo tener conto: proprio attraverso una riflessione sul paesaggio riusciamo a tenerne conto.


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