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11) Rai
Educational: "Qualunque argomento si tratta
oggi, va sempre visto ormai sub specie globalizzazione;
possiamo dunque istituire un rapporto tra natura
e globalizzazione?"
Il rapporto è nelle cose: non c'è
nulla di più globale del nostro rapporto
con la natura e non c'è nulla che sia più
coinvolto dalla globalizzazione della natura.
Certamente si parla di globalizzazione soprattutto
a proposito di fenomeni che riguardano, per esempio,
le abitudini agricole, le abitudini alimentari,
oltre che naturalmente i fenomeni di colonizzazione
culturale, che però sono altra cosa rispetto
a quelli di cui stiamo discutendo adesso. Io credo
che anche qui si faccia spesso una generalizzazione
indebita, che va un po' nel senso di quelle generalizzazioni
nei riguardi della tecnica che osservavamo. Voglio
dire che non sempre i fenomeni di globalizzazione
debbono essere considerati, di per sé stessi,
come fenomeni negativi. Ovviamente ci possono
essere casi in cui questo avviene; ma proporre
un'equazione fra globalizzazione e, per esempio,
impoverimento, o globalizzazione e colonizzazione
della natura, mi sembra asserire delle assunzioni
di principio che andrebbero verificate volta per
volta. Certamente, questo mi sembra proprio da
un punto di vista di osservazione della quotidianità.
Quello che spesso passa attraverso la discussione
e la lotta contro la globalizzazione può
essere, invece, una sacrosanta difesa di situazioni,
abitudini o, paesaggi locali. Se il principio
della lotta alla globalizzazione significa, per
esempio, tutelare della specificità locali
che vadano dalle abitudini alimentari all'aspetto
paesaggistico dei propri luoghi, francamente non
ci vedo nulla di male. Se invece deve essere una
demonizzazione di alcune tendenze produttive,
per esempio perché si suppone che siano
esse a causare tutti i mali, qui entriamo in una
valutazione ideologica che non credo che si possa
accettare nella sua totalità: bisogna vedere
di che cosa si tratta caso per caso.
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