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12) Rai
Educational: "Quando parla di bello naturale,
come dobbiamo intendere il paesaggio per avere
con esso il rapporto più corretto possibile,
per esprimerci in questa maniera sicuramente inadeguata?
In che ottica va inquadrato?"
Io proporrei di pensare il paesaggio come l'identità
estetica di un luogo. Ora mi spiego perché
mi sembra una formula efficace. Il primo problema
dal quale dobbiamo guardarci è quello di
pensare il paesaggio in termini di rispondenza
soggettiva emotiva, come se si trattasse soltanto
di una nostra reazione emotiva nei confronti della
natura. Questa è un'idea molto radicata
nella modernità ma che rischia di far scadere
il paesaggio a puro riflesso sentimentale. Il
secondo aspetto da cui dobbiamo guardarci è
quello di ridurre il paesaggio a panorama. Noi
spesso consideriamo i due termini come se si trattasse
della stessa cosa; ma in realtà il panorama
significa ridurre tutto alla vista che si gode,
il paesaggio, invece, è un dato che identifica
un luogo. L'aspetto estetico di un luogo è
uno dei dati che ci permettono di riconoscere
quel luogo e che lo caratterizzano, per cui si
tratta di un elemento che, è bene in questo
caso non fare confusione, attiene certamente alla
nostra percezione; attiene quindi, come dicevo
prima, alla sfera culturale. È un'esperienza
culturale perché è un'esperienza
che si costituisce nell'interazione di storia
e natura. Ma non attiene alla pura variabilità
degli sguardi che si posano su di esso; identifica
però un carattere costitutivo di un ambiente
o un territorio, e questo mi pare un fatto che
deve essere tenuto in considerazione. Terzo punto,
che mi pare significativo: io credo ch,e vedendo
il paesaggio in questi termini, lo vediamo nel
suo carattere di interazione fra elemento naturale
e elemento storico; lo vediamo nella sua complessità,
evitando di considerarlo semplicemente natura
o semplicemente storia.
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