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La prima
domanda è di ordine storico. Aurelio Carta
le chiede quando nasce e come si sviluppa la cultura
del restauro.
"È una bella domanda
ma io vorrei dire al signor Carta che il restauro
c'è sempre stato solo che il restauro per
molto tempo è stato inteso semplicemente
come riparazione, quello che noi oggi chiamiamo
"riparazione", quando ci si guasta la
macchina andiamo dall'elettrauto quello è
il restauro, un edificio antico che è in
rovina veniva restaurato, magari rammodernandolo,
cioè rendendolo adeguato agli stili nuovi.
C'era un quadro che magari aveva bisogno di essere
rimesso in funzione perché servisse il
culto e facesse il suo mestiere di quadro devoto
in una chiesa: si chiamava un pittore e quello
lo restaurava nel senso che lo riparava, magari
faceva la faccia della Madonna, magari aggiungeva
un santo che prima non c'era, se c'era bisogno
per ragioni di culto, della presenza di quel santo.
Quindi il restauro c'è sempre stato. D'altra
parte la parola "restauro" vuol dire
"restituire", "rimettere in pristino"
quello che per qualche ragione si è guastato.
La cultura del restauro in senso moderno nasce,
invece, in tempi più recenti".
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