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Il restauro - domanda 2

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Guido Palmesano pone una questione che riguarda il rispetto e l'attenzione verso le civiltà passate, infatti Le chiede: "È noto che i papi romani hanno costruito la Roma cristiana con i marmi pagani. La distruzione delle antiche vestigia di Roma si può paragonare agli episodi recenti che abbiamo visto in Afghanistan"?

"In parte sì, certo. C'è stata una iconoclastia, parola difficile che però è più facile da spiegare: vuol dire odio delle icone, cioè delle immagini, che ha caratterizzato anche una certa epoca della nostra civiltà cristiana. Addirittura ci sono stati dei concili ecumenici, delle guerre di religione persino per stabilire se era consentito o no raffigurare delle immagini dentro le chiese. C'è stato un periodo in cui le sculture romane vennero distrutte, proprio per odio verso le immagini dell'antica civiltà pagana. Per esempio tutti conoscono il Marco Aurelio di Roma, il cavallo dell'imperatore: quello lì si è salvato, unica statua delle tantissime che c'erano a Roma perché i cristiani dei primi secoli si sbagliarono. Pensavano che fosse l'immagine di Costantino imperatore, praticamente santo per i cristiani antichi, che aveva permesso la pratica del culto cristiano e quindi quella non si poteva toccare. Invece non era Costantino, si sbagliavano. Ma questo fortunato errore ha permesso a noi, oggi, di avere la più bella scultura in bronzo della Roma antica che esista al mondo. Quindi è giusto paragonare anche a quello che sta succedendo in culture medioevali, in un certo senso, come quelle che sono oggi del fondamentalismo talebano o khomeinista, ma anche con motivazioni non religiose ma politiche. Qualcosa del genere è accaduto in anni non lontani in Cina: la rivoluzione culturale ha fatto una devastazione incredibile degli antichi templi buddisti, disastri immani, paragonabili a quelli degli attuali talebani. Quindi non c'è dubbio che il fanatismo provoca questi effetti: solo che il nostro fanatismo europeo risale a quindici, venti secoli fa; quello dei talebani o delle guardie rosse, invece, purtroppo è stato un fenomeno del ventesimo secolo".