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Il restauro - domanda 3

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Rai Educational: "È corretto pensare che la cultura del restauro sia un fenomeno più occidentale che orientale?

"La cultura del restauro è sicuramente più occidentale, non c'è dubbio. Basta andare in un oriente vicino al nostro Occidente e, culturalmente, per tanti aspetti simile, per esempio in Russia: vediamo che già lì la cultura del restauro è diversa, nel senso che se c'è in una chiesa antica, una cupola dorata che risale al Seicento, ma è in rovina, la si rifà come era prima. Oggi in Francia, in Spagna o in Italia certamente questo non si farebbe. Nell'Estremo Oriente, poi, in Cina e in Giappone, è frequente vedere proprio delle riproduzioni, assolutamente fedeli all'originale, di templi o di palazzi o di edifici che, sì, sono scritti sulla guida che portate in mano, che risalgono alla dinastia Ming o piuttosto che Chang, di dieci o quindici secoli fa. Poi sappiamo che via via sono stati rifatti esattamente com'erano. Quindi per l'Oriente conta molto di più la conservazione dell'immagine. Mentre per noi occidentali - e questo fa parte del nostro individualismo umanistico - conta invece, la cosa in sé, l'immagine. Proprio un discrimine preciso, direi di tipo antropologico: uso una parola difficile, ma proprio nel senso della connotazione fondamentale della nostra cultura. Non vuol dire che sia migliore o peggiore: siamo diversi, tutto qui. Lo si vede anche in un settore molto specialistico come è quello del restauro".

Che presuppone sempre quindi una cultura della conservazione, ovviamente diversa, di segno diverso da quella occidentale.

"Conservare l'oggetto, questo oggetto, conservare l'immagine, non questa penna ma l'immagine di questa penna, cambia parecchio".