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Il restauro - domanda 10

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La domanda successiva, di Antonello Piga, è ancora più provocatoria: "Non crede che a forza di restauri la storia dell'arte corra il rischio di imbalsamarsi? D'altra parte lo sviluppo accelerato delle nuove tecnologie, la possibilità di disporre di metodi e mezzi sempre più raffinati, non comporterà il pericolo di interminabili lavori in corso?".

"Questa non è una domanda provocatoria, è una domanda intelligente, dice una cosa che anch'io in parte condivido: non c'è dubbio, si tratta di un rischio reale. Può darsi benissimo, e abbiamo esempi di restauri infiniti che risultano autoreferenziali, che in qualche modo certi restauri contemplino sé stessi. Così come c'è il rischio di restauri, lo dicevo prima, che riducono l'opera d'arte, la snaturano a tal punto che non è più un'opera d'arte, è un prodotto di tecnologie sofisticate: e questo, evidentemente, non va bene e quindi altro che provocazione. Per noi è uno scenario più che reale, da esorcizzare naturalmente".