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Il restauro - domanda 11

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Rai Educational: "Come ci si può muovere in questo scenario?".

"Noi dobbiamo partire dal concetto che le tecnologie, il laser, tutto quello che volete, anche le più sofisticate del mondo, non sono dei fini ma degli strumenti, esattamente come il pennello, come il martello, come le ruspe, come gli strumenti più antichi e più conosciuti dell'uomo. Tutto questo deve servire per la salute dell'opera d'arte. Quello che a me preoccupa, che mi sta a cuore, è che l'opera d'arte, dopo il restauro, viva, viva bene, viva in buona salute ma viva con naturalezza. Non potrei tollerare, mi dà fastidio un'opera d'arte che per sopravvivere ha bisogno di snaturamenti medicali di tipo estremo. Io vorrei una città dove le sculture sono tutte al loro posto, sono quelle originali, dove l'atmosfera è affidabile nel senso dove non c'è troppo inquinamento, troppe piogge acide; dove i cittadini e i turisti si comportano civilmente, senza atti di vandalismo; dove, come è sempre stato nelle città italiane, uno incontra il Marco Aurelio, Giambologna e Donatello ed è come se incontrasse dei vecchi amici, non ci fa quasi caso, fanno parte della sua vita, del paesaggio, del contesto urbano. Questa è la città d'arte che io voglio. Mi rendo conto che oggi mantenerla è molto difficile".