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Esistono
anche opere del passato non pertinenti al campo
delle arti figurative e dotate di molto meno appeal.
Su tale argomento si concentra la domanda di Linda
Rossi, che riguarda la delicata questione della
conservazione dei manoscritti nel corso dei secoli.
Linda Rossi Le chiede: "Non pensa che in questo
caso, laddove c'è stata la necessità di ricostruire
le parti mancanti di un codice, vi sia il rischio
di una errata interpretazione?".
"Sì, certo, che devo dire. Fare
in modo che le integrazioni siano corrette, e
che, di conseguenza, corrette siano le interpretazioni
che ne conseguono. Non c'è dubbio, tuttavia, che
il settore dei manoscritti, appunto per la sua
mancanza di appeal, è un po' la piccola
fiammiferaia delle opere d'arte. Eppure tutto
nasce da lì: dovrebbero essere le cose più importanti,
i libri, i manoscritti... invece attira di più
il museo, specialmente i musei famosi. Anche se
i musei sono biblioteche di figure, in fondo:
è tanto difficile, persino più difficile, leggere
i quadri esposti in un museo quanto leggere un
volume di Manzoni o di Tolstoj. Eppure il museo
è inteso come evasione e spettacolo, divertimento,
come andare al cinema; entrare in biblioteca invece
è inteso come fatica e come lavoro, ecco la differenza".
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