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Cominciamo con l'affrontare l'argomento di oggi,
le passioni nella società attuale, con
la domanda di Miriam Ballerini la quale
le chiede: "Mi sembra che la duplicazione
platonica tra realtà e apparenza abbia
dato luogo alla secolare distinzione tra mente
e corpo, che è poi diventata il tratto
distintivo del pensiero occidentale. Sta qui l'origine
dell'impoverimento passionale del nostro pensiero?
E se si tratta di un elemento fondante, potremo
mai noi occidentali articolare un pensiero capace
di non rimuovere la sua componente passionale?"
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La domanda di Vanda Bassi tenta invece
di focalizzare questo argomento sul linguaggio.
Vanda Bassi le chiede: "Che ruolo occupa il
linguaggio tra la pulsione, il desiderio e l'espressione
delle passioni? Che cosa si vuole dire quando si
afferma che nella nostra società sta venendo
meno la capacità di esprimere passioni ed
emozioni? Perché questa afasia sarebbe all'origine
di alcuni guasti e disturbi profondi?"
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3
Rai Educational: "Da queste prime due risposte
che ha dato sembra che in qualche modo il linguaggio
deve frequentare più il corpo, il corpo nell'accezione
che lei ha dato, espresso, nella prima risposta.
È vero o no?"
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4
La domanda di Fiorenzo Baratelli si
incentra invece proprio sulla società attuale
chiedendole: "Con il titolo 'Le passioni
perdute' sembra si voglia intendere che stiamo
vivendo in un tempo quasi senza passioni. Ma quali
sono le fabbriche delle passioni di oggi? Chi
sta egemonizzando l'immaginario collettivo?"
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5
Rai Educational: "Ha fatto ora riferimento
al linguaggio televisivo e della pubblicità,
dove sembra che accada quello che lei appunto ha
detto, questa declinazione al futuro, l'attesa di
acquisire un bene. Ecco, ma è tipico o è
frequente delle passioni o dei desideri, lo slittamento
dell'oggetto in questione, il poter spingere a desiderare
qualcosa in realtà desiderando qualcos'altro".
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Restiamo nello scenario odierno con la domanda
di Paola Pelago la quale le chiede: "Nella
società attuale si assiste a un'enfasi mediatica
che equipara la passione al sesso. Nell'immaginario
collettivo alcune pratiche, alcuni consumi sessuali
per lo più estremi sembrano occupare la sfera
della passione. Che cosa le suggerisce questo fatto?
Ha a che fare con un fraintendimento o è
indice di qualcos'altro?"
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Torniamo un po' alla riflessione più
filosofica con la domanda di Franco Milaggio,
la quale domanda riecheggia il tema trattato prima,
ma focalizzandosi su un aspetto più specifico.
Franco Milaggio le chiede: "Lei pensa che la
cultura razionalista, che ha trovato in Cartesio
la sua espressione più alta, abbia modellato
un certo modo di pensare che ha penalizzato la componente
passionale?".
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Rai Educational: "Lei ha fatto ora questo
riferimento alla musica e mi è venuta in
mente una frase di Nietzsche che mi è sempre
piaciuta moltissimo, non ricordo da quale testo
sia presa. Nietzsche dice: "In virtù
della musica le passioni godono di sé stesse".
Il che fa pensare anche a un meccanismo autoreferenziale,
a un non bisogno di oggetto forse della passione
pura. È così?".
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La domanda di Bianca Benedetti si rivolge
invece proprio al soggetto delle passioni e le chiede:
"Un pensiero appassionato è proprio
di un soggetto forte o di un soggetto debole, disposto
cioè a farsi attraversare da eventi e fenomeni
destrutturanti quali sono probabilmente le passioni?"
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La domanda di Pietro Zabaglia
forse invece sponsorizza proprio quest'idea della
bonaccia. Vediamo un po' che cosa le chiede: "Le
passioni non sono convenienti, sono impegnative
e poco remunerative, fanno perdere un sacco di tempo
e di denaro e tolgono spazio ai veri, seppure effimeri,
piaceri della vita, le famose tre 's': successo,
soldi e sesso. Non solo, le passioni hanno spesso
condotto a vere e proprie esplosioni di violenza.
Perché allora preoccuparsi di non vivere
in un secolo appassionato?"
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A proposito di passioni in qualche modo minori
una domanda arrivata questa notte in redazione dopo
la vittoria della Roma del campionato sembra proprio
cadere a fagiolo. Giacomo Valentino le chiede:
"Sono tifoso della Roma e sono troppo felice
per lo scudetto appena conquistato. Per me la Roma
è la più grande della passioni, arriverei
a fare quasiasi cosa per lei. Perché dev'essere
considerato una passione di serie B? Allora c'è
un metro per stabilire una graduatoria tra le passioni?
E in base a che cosa?".
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A proposito della bonaccia, dell'assenza di passioni
cui lei ha fatto riferimento prima, vediamo la domanda
di Cinzia Russo la quale le chiede: "L'arte
contemporanea, penso alla musica e alla pittura,
per molti troppo cerebrale, rispecchia questa nostra
epoca algida?"
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Veniamo ora a una passione forte direi. È
quella che propone Anna Mattei la quale le
chiede: "Se anche la fede può considerarsi
una passione".
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Rai Educational: "Ecco, parlando di
fede giustamente è stato introdotto il concetto,
un'idea di trascendenza. Mi ha molto colpito un
articolo letto recentemente a firma di Anita Desai,
la scrittrice indiana, su Ghandi. La Desai traccia
un profilo di Ghandi e aggiunge forse diversi elementi
di conoscenza nuovi su questa immensa figura del
secolo appena passato. E in particolare la Desai
si concentra sul valore dell'idea di corpo in Ghandi
affermando che in lui, come del resto nella tradizione
induista, è nel corpo che si realizza l'idea
stessa della trascendenza. Siamo di fronte a una
trascendenza immanente in qualche modo, se possiamo
così dire. Cosa le suggerisce questa immagine?
Possiamo commentarla insieme?
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14
Rai Educational: "Come ultima domanda
le vorrei sottoporre il fatto che non ci è
arrivata nessuna domanda che abbia per oggetto
la politica. Come interpreta questo fatto?".
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Vi ringraziamo per
aver inviato le vostre domande.
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