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8) Abbiamo
avuto molte domande che testimoniano il disorientamento
di cui abbiamo parlato anche nella scheda di lancio
del tema. Una di queste è di Angelo Roversi,
il quale chiede: "Determinate composizioni
artistiche, sia nel campo figurativo che ad esempio
musicale, mi fanno supporre che siano più
legate ad un'intuizione estemporanea dell'artista
che ad una effettiva necessità di esprimere
un sentimento o di lanciare un reale messaggio
al fruitore, rischiando inoltre di rendere facilmente
ripetibili tali espressioni, svuotandole di un
eventuale contenuto originario. Cosa ne pensa
al riguardo?"
"Penso che è vero come era vero
anche in passato e adesso in misura naturalmente
maggiore perché tutto cresce, tutto si
sviluppa. C'è una quantità di opere
in circolazione che vengono esposte in galleria,
anche in musei che hanno un tasso di qualità,
un tasso di interesse estetico piuttosto basso,
che vivono sull'onda della moda, vivono sull'essere
trendy in una certa maniera. Questo non vuol dire
che però non ci sia, nella sensibilità
attuale della ricerca artistica, la necessità
di vivere il senso dell'esistenza così
come oggi è e quindi la dimensione dell'immediato,
la dimensione del coinvolgimento della propria
individualità in un contesto che sempre
ci travolge e che sempre tende ad annullare la
propria individualità. Questo è
un sentimento che viene trasmesso anche attraverso
la dimensione dell'"effimericità"
o dell'apparente non profondità delle proposte
artistiche che vengono messe in scena nei lavori.
Questo può essere vero . però può
succedere e succede quando gli artisti sono bravi,
quando dietro un lavoro apparentemente leggero
ci sta invece qualche cosa di più intelligente
- succede invece che queste cose sono allo stesso
tempo legate al mondo dell'effimero, che poi è
il mondo dello spettacolo, un termine che non
ho ancora adoperato fino ad adesso ma che effettivamente
non possiamo non riferirci o non ricordarci di
cosa diceva all'inizio degli anni Sessanta Guy
Debord nella sua "Società dello spettacolo".
Quegli elementi, che sono peraltro stati molto
importanti anche per dei filoni di ricerca artistica,
non solo del gruppo situazionista che peraltro
è presente in questa mostra, ma anche per
gruppi più recenti tra cui anche per esempio
un gruppo, meglio una rete di interazione collettiva
che si chiama "Oreste". In questo caso
l'idea della società dello spettacolo entra
in forza all'interno. E l'idea dell'incrocio sempre
più evidente della dinamica della produzione
artistica delle arti cosiddette plastiche con
la produzione artistica creativa di tipo spettacolare
con tutte le valutazioni e le connotazioni che
conosciamo è un dato reale dell'oggi. Gli
artisti più noti, più importanti,
anche per i mezzi che gli mettono a disposizione
creano le loro mostre, e le loro mostre creano
delle situazioni di installazioni spettacolari
utilizzando mezzi, media e tecniche che sono proprie
della grossa effettistica spettacolare".
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