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3) RAI
Educational: Questa spinta semantico-informatica,
che ha appena citato, ha a che fare in qualche
modo con la nostra vita di oggi, cioè con
l'evoluzione della società rivolta, per
vocazione, sempre più sempre più
all'esterno?
"Io direi questo: se tutta la psicologia
di oggi si orienta a spiegare il comportamento
umano e la soggettività umana, le nostre
emozioni, il nostro sentire, facendo ricorso sempre
di più a un concetto centrale che è
quello di "segnale", che è quello
di informazione, questo fondamentalmente non è
dovuto al fatto che noi viviamo in una società
in cui le comunicazioni tra le persone sono comunicazioni
indirette attraverso canali elettronici. Direi
che è esistito uno sviluppo in parallelo.
Quello stesso sviluppo scientifico che ha permesso
di dotarci di telefoni satellitari e di computer
e di ragionare ormai sempre di più - lo
vediamo nei ragazzini che a dieci o dodici anni
ragionano in termini informatici molto meglio
di quanto non facessimo noi - ha da un lato prodotto
questi usi dell'informatica nella vita quotidiana,
da un altro lato ha prodotto anche un'evoluzione,
una maturazione degli studi su come funziona la
nostra mente. Non è che la nostra mente
funzioni oggi in maniera più informatica
di quanto funzionasse cento anni fa: semplicemente
lo sviluppo della scienza ci ha permesso da un
lato di sviluppare calcolatori, da un altro di
capire meglio come funziona la nostra mente."
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