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4) RAI
Educational: Si può affermare che lo sviluppo
della scienza è, come dire, per usare un'espressione
presa in prestito dalla linguistica e anche da
Jung, è una struttura profonda della nostra
mente, del nostro cervello?
"Sì, lì c'è il problema
del rapporto fra il nostro linguaggio e la nostra
mente. Per esempio secondo le visioni tradizionali,
ancora oggi care abbastanza ai letterati, la coscienza
umana è legata al linguaggio, il pensiero
è legato al linguaggio, quindi si riteneva
che non esistesse pensiero senza linguaggio. Adesso
si tende ad avere una visione un po' diversa.
Si ritiene, per esempio, che la coscienza non
sia necessariamente legata al linguaggio: ci sono
delle forme di coscienza abbastanza evoluta in
animali come gli scimpanzé che non hanno
realmente un linguaggio, non hanno un linguaggio
grammaticale come il nostro. E si ritiene anche
che il pensiero sia largamente non linguistico.
Ci sono degli studi molto belli che dimostrano
che quando noi facciamo un sillogismo, ad esempio
"Socrate è un uomo. Tutti gli uomini
sono mortali. Quindi Socrate è mortale",
questo sillogismo potrebbe essere definito un
sillogismo linguistico. Non lo è pienamente
perché, in realtà, se noi vediamo
cosa succede nella nostra testa quando facciamo
questo discorsino su Socrate, vediamo che ragioniamo
per immagini. Quando noi diciamo "Gli uomini
sono mortali" ci immaginiamo un cimitero
con tante croci; quando parliamo di Socrate, vediamo
un signore con la barba vestito di bianco; "Socrate
è mortale" Socrate che beve le cicuta.
Quindi, in realtà, quello che ci guida
nel fare certi ragionamenti sono delle sovrapposizioni
di immagini. Questo ridimensiona un po' il problema
del linguaggio. Il fatto che il problema del linguaggio
sia ridimensionato non significa, però,
che il problema della comunicazione, della semantica,
del significato, sia ridimensionato. Il fatto
è che noi ragioniamo per segnali e per
significati: ma questi significati non sono sempre
qualcosa di strettamente linguistico e questa
è una cosa molto interessante. Sono spesso
immagini, sono spesso rappresentazioni."
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