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La psicologia - domanda 7

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RAI Educational: Lo studio sperimentale dell'inconscio è, in qualche modo, uno svelamento del rimosso?
"Non necessariamente. Anche il concetto di rimozione è un po' cambiato, anche nel linguaggio comune. Quando Freud parlava di rimozione, faceva riferimento ad un fenomeno molto particolare, che in realtà non si vede quasi mai, vale a dire la cancellazione totale di un ricordo, oppure cancellazione totale di una fantasia. Secondo Freud quando si cancella totalmente un ricordo, per esempio un ricordo traumatico, non basta uno stimolo per cui il soggetto dice: "No, quella cosa non è mai avvenuta". Ci vuole la psicoanalisi, ci vuole l'ipnosi: ce ne vuole per far ritornare a galla questo ricordo rimosso! Freud in realtà si sbagliava, perché probabilmente questi ricordi rimossi sono un fenomeno estremamente raro e forse lui agiva anche per suggestione. La cosa interessante è questa: quando diciamo: "Ho rimosso che dovevo telefonare alla zia", oppure: "Me ne sono ricordato di quell'appuntamento soltanto nel momento in cui ormai era troppo tardi", usiamo il concetto di rimozione in un senso molto diverso, in un senso più comune, più usuale, non come qualcosa che è cancellato dalla memoria, che non può ritornare fuori, ma qualcosa che è stato momentaneamente accantonato. Questo è interessante perché ci fa capire, insieme ad altre cose, che la nostra vita quotidiana, la nostra coscienza quotidiana, è impastata di rimozioni, ma di rimozioni nel senso di oggi, molto più di quanto non pensasse Freud.
Freud da un lato vedeva la coscienza, da un altro lato vedeva degli inciampi della coscienza: per esempio la rimozione a modo suo, aver dimenticato un ricordo importante. Noi, invece, ci rendiamo conto meglio oggi, in qualche modo approfondendo e confermando l'idea di Freud ma rendendola più radicale, che la nostra coscienza non può essere considerata un qualcosa di a parte rispetto all'inconscio e la nostra coscienza è impastata di inconscio, di rimozioni, di razionalizzazioni. La rimozione è soltanto uno dei meccanismi che fanno sì che quello che noi ci spieghiamo e quello che noi abbiamo davanti agli occhi della mente sia qualcosa di molto parziale e in un certo senso anche sempre qualcosa di un po' convenzionale. Questo in un certo senso conferma l'idea di Freud, ma fa sì che oggi noi riteniamo che tutta la vita quotidiana, anche quando non ci sono inciampi, quando non ci sono nevrosi, è tutto Mischmasch, un guazzabuglio molto curioso di verità e di menzogna, di inganni, di autoinganni, di razionalizzazioni, di dimenticanze. Questo in un certo senso è affascinante."


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