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domande
RAI Educational: Lo studio
sperimentale dell'inconscio è, in qualche
modo, uno svelamento del rimosso?
"Non necessariamente. Anche il concetto di
rimozione è un po' cambiato, anche nel
linguaggio comune. Quando Freud parlava di rimozione,
faceva riferimento ad un fenomeno molto particolare,
che in realtà non si vede quasi mai, vale
a dire la cancellazione totale di un ricordo,
oppure cancellazione totale di una fantasia. Secondo
Freud quando si cancella totalmente un ricordo,
per esempio un ricordo traumatico, non basta uno
stimolo per cui il soggetto dice: "No, quella
cosa non è mai avvenuta". Ci vuole
la psicoanalisi, ci vuole l'ipnosi: ce ne vuole
per far ritornare a galla questo ricordo rimosso!
Freud in realtà si sbagliava, perché
probabilmente questi ricordi rimossi sono un fenomeno
estremamente raro e forse lui agiva anche per
suggestione. La cosa interessante è questa:
quando diciamo: "Ho rimosso che dovevo telefonare
alla zia", oppure: "Me ne sono ricordato
di quell'appuntamento soltanto nel momento in
cui ormai era troppo tardi", usiamo il concetto
di rimozione in un senso molto diverso, in un
senso più comune, più usuale, non
come qualcosa che è cancellato dalla memoria,
che non può ritornare fuori, ma qualcosa
che è stato momentaneamente accantonato.
Questo è interessante perché ci
fa capire, insieme ad altre cose, che la nostra
vita quotidiana, la nostra coscienza quotidiana,
è impastata di rimozioni, ma di rimozioni
nel senso di oggi, molto più di quanto
non pensasse Freud.
Freud da un lato vedeva la coscienza, da un altro
lato vedeva degli inciampi della coscienza: per
esempio la rimozione a modo suo, aver dimenticato
un ricordo importante. Noi, invece, ci rendiamo
conto meglio oggi, in qualche modo approfondendo
e confermando l'idea di Freud ma rendendola più
radicale, che la nostra coscienza non può
essere considerata un qualcosa di a parte rispetto
all'inconscio e la nostra coscienza è impastata
di inconscio, di rimozioni, di razionalizzazioni.
La rimozione è soltanto uno dei meccanismi
che fanno sì che quello che noi ci spieghiamo
e quello che noi abbiamo davanti agli occhi della
mente sia qualcosa di molto parziale e in un certo
senso anche sempre qualcosa di un po' convenzionale.
Questo in un certo senso conferma l'idea di Freud,
ma fa sì che oggi noi riteniamo che tutta
la vita quotidiana, anche quando non ci sono inciampi,
quando non ci sono nevrosi, è tutto Mischmasch,
un guazzabuglio molto curioso di verità
e di menzogna, di inganni, di autoinganni, di
razionalizzazioni, di dimenticanze. Questo in
un certo senso è affascinante."
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