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La prima domanda è di ordine storico. Aurelio
Carta Le chiede quando nasce e come si sviluppa
la cultura del restauro.
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Guido Palmesano pone una questione che
riguarda il rispetto e l'attenzione verso le civiltà
passate, infatti Le chiede: "È noto
che i papi romani hanno costruito la Roma cristiana
con i marmi pagani. La distruzione delle antiche
vestigia di Roma si può paragonare agli episodi
recenti che abbiamo visto in Afghanistan?".
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Rai Educational: "È corretto pensare
che la cultura del restauro sia un fenomeno più
occidentale che orientale?".
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Rai Educational: "In che cosa si radica
la nostra cultura della conservazione?".
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Veniamo alla domanda posta da Renato Altavilla,
che Le rivolge una questione di carattere più
storico: "In che modo il restauro può
costituire un incentivo e un aiuto per gli storici
dell'arte? Costituisce veramente un atto filologico
in grado di farci conoscere qualcosa di più
riguardo una determinata opera o un determinato
autore?".
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Rai Educational: "Lei crede che il restauro
contenga un nucleo fondamentalmente positivo perché
consiste in un gesto del presente che ci permette
di ricostruire il passato?".
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Rai Educational: "L'attenzione verso il
passato, forse anche a scapito del presente, non
sembra essere un tratto che contraddistingue la
cultura occidentale rispetto a quella orientale?".
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La domanda di Lorenzo Bruni pone una
questione che riguarda le strategie del restauro.
Lorenzo Bruni le chiede: "La paura di falsificare
un'opera o il timore di intervenire in modo radicale,
come richiedono talune operazioni di consolidamento
o anche la semplice scelta di interventi più
superficiali - a volte di sola ripulitura come è
accaduto per la tavola di Simone Martini -, non
rischiano di creare più danni?".
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9
Continuiamo a parlare di strategie del restauro
con la domanda di Claudio Mei, che provocatoriamente
- come lui stesso avverte - Le chiede: "Professor
Paolucci, che senso ha realizzare dei restauri,
dispendiosi anche dal punto di vista economico,
quando si può ricorrere all'esposizione di
copie, come è avvenuto a Roma e a Firenze?".
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La domanda successiva, di Antonello Piga,
è ancora più provocatoria: "Non
crede che a forza di restauri la storia dell'arte
corra il rischio di imbalsamarsi? D'altra parte
lo sviluppo accelerato delle nuove tecnologie, la
possibilità di disporre di metodi e mezzi
sempre più raffinati, non comporterà
il pericolo di interminabili lavori in corso?".
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Rai Educational: "Come ci si può
muovere in questo scenario?".
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Rai Educational: "Le tecnologie sempre
più raffinate di cui disponiamo per studiare
un'opera d'arte non rischiano anche di farci riscrivere
la storia dell'arte?".
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Rai Educational: "Professore, ma a quel
punto l'opera qual è?".
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Rai Educational: "In base a ciò
che ha appena detto, dunque, l'opera d'arte è
quella che la storia ci ha consegnato?".
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Abbiamo una domanda specifica sulla Cappella Sistina
posta da Adriano Padrone, che Le chiede:
"Chi ci garantisce che tra un secolo il restauro
della Sistina con gli attuali colori "giapponesi"
non riveli il marchio del ventesimo secolo? In
passato è già avvenuto con la Sainte Chapelle,
che risulta "ottocentesca" nonostante l'ambizione
filologica dell'architetto francese Violette Le
Duc.".
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16
Rai Educational: "Lei crede si debba avere
la consapevolezza che il restauro è una tecnica
potenzialmente anche molto invasiva e manipolatrice?".
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Antonio Prisco Le chiede: "Che cosa fa
la differenza fra un capolavoro assolutamente
da salvare e un'opera da tutelare genericamente?
Perché per la Cappella Sistina sono piovuti miliardi
anche dall'estero mentre per le mura aureliane,
di recente parzialmente crollate, ci sono solo
fondi pubblici? Quanto c'entra l'appeal
di un'opera in una scelta del genere?".
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18
Esistono anche opere del passato non pertinenti
al campo delle arti figurative e dotate di molto
meno appeal. Su tale argomento si concentra
la domanda di Linda Rossi, che riguarda
la delicata questione della conservazione dei
manoscritti nel corso dei secoli. Linda Rossi
Le chiede: "Non pensa che in questo caso, laddove
c'è stata la necessità di ricostruire le parti
mancanti di un codice, vi sia il rischio di una
errata interpretazione?".
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Rai Educational: "Non ritiene che nella
lettura visiva ci sia un maggiore margine di errore
e di interpretazione personale?".
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Giulia Sanna prende un esempio noto
ai romani e Le chiede: "A Roma, lungo via Giulia,
c'è la chiesetta secentesca dedicata a San Filippo.
Restaurata da Pio IX con l'aggiunta di affreschi
e ornamenti, è stata oggetto di nuovi restauri
nel 2000, che però hanno volutamente lasciata
semicrollata la facciata dell'edificio attiguo.
Si tratta del cosiddetto restauro "rispettoso",
rispettoso di quello che il tempo ha prodotto,
o non si tratta piuttosto di un gusto luttuoso
del frammento? Perché insomma consegnare ai posteri
un rudere imbiancato e lucidato?".
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21
Rai Educational: "Se l'opera d'arte è
quella che ci ha consegnato la storia, da cosa
è dato, in ultima analisi, il suo valore?
Dal gesto dell'artista che l'ha creata secoli
fa in una particolare temperie culturale, o dalla
sua stessa durata, dal suo essere arrivata a noi
in quelle condizioni?".
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Vi ringraziamo per
aver inviato le vostre domande.
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