L'importanza del gioco 
Seguire tracce, indizi che ti aiutano a capire che non hai capito oppure
che ti confermano che la tua intuizione e il tuo ricordo erano quelli
giusti; penetrare in labirinti o in semplici giochi di destrezza con il
mouse, sono modi di rappresentare l’avventura del conoscere. Dopo
la realtà e i libri, qui l’occhio scivola su di uno schermo
e la mano sfiora la tastiera del computer aprendo nuovi accessi all’apprendimento.
Questi giochi utilizzano strumenti multimediali che combinando l’immagine,
la parola e il suono danno ampio spazio all’azione di chi sta giocando.
Nel gioco c’è la libertà, l’imprevedibilità
e il rischio, ma questi giochi servono per imparare e quindi sono seri
come il più serio dei lavori scolastici finalizzati all’apprendere.
I percorsi didattici sottesi ai giochi interattivi sono stati pensati
per rafforzare quello che i ragazzi sanno già o per permettere
loro di scoprire quello che ancora non sanno. Qui l’apprendimento
segue le linee di un processo di ricerca che coinvolge e può appassionare.
A differenza di quello che i ragazzi possono trovare nei manuali, qui
non c’è la retorica delle conclusioni che ti dice subito
quale è il concetto o l’informazione da memorizzare, negandoti
il piacere di scoprirlo da solo. Qui la verità è scoperta
e costruita. E quando si sbaglia? Non importa. L’errore fatto notare
da qualcuno può dispiacere, quello segnalato da un computer e corretto
da sé può essere persino divertente.